Convegno Diocesano dei Catechisti

Centro di Spiritualità "N.S. del Rimedio", Donigala Fenughedu, 26-27 agosto 2017

* Sabato 26 e domenica 27 agosto, nella Casa di Spiritualità Nostra Signora del Rimedio, a Donigala Fenughedu (OR), si svolgerà il Convegno Diocesano dei Catechisti, animato dall’esortazione “Dammi da bere”. La riflessione che accompagnerà il Convegno e i laboratori che ne deriveranno, partirà dall’invito di Gesù rivolto alla Samaritana, presso il pozzo di Sicar (Gv 4, 5- 42), un Cristo che invita tutti noi a saziare la nostra “sete” attraverso la Parola di Dio. Parola che è custodita nel sacro testo della Bibbia. E la Bibbia, l’approccio ad essa, sarà l’oggetto fecondo dei lavori del Convegno. Bibbia che non è il cuore della catechesi (o meglio, non lo è esclusivamente) ma che deve essere il cuore del catechista! Una Parola che deve cioè assetare innanzitutto il catechista e, se assetato, egli potrà comunicare questa sete alle persone, piccole o grandi, che dal Signore gli sono state affidate nella catechesi.

Il Convegno, attraverso la guida di moderatori e il contributo di tutti partecipanti, avrà il coraggioso compito di far interrogare: cos’è la Bibbia? Come usarla? Cos’è per me la Bibbia? Come la “condivido” con i bambini, ragazzi e adulti nella comunità? Una Parola che sempre va rimodulata, deve trovare linguaggi e “veicoli” differenti per poter arrivare a persone diverse, e tutte uniche, una Parola la cui bellezza ci deve “riempire” ma che poi deve darci gioia nel comunicarla.

Obiettivo del Convegno sarà accompagnare i catechisti nel rendersi abili con il testo biblico in termini pratici, certamente, ma soprattutto renderli capaci nell’usarlo per la propria vita! La partecipazione al Convegno è fondamentale perché occasione di formazione, incontro, condivisione, scambio tra fratelli e sorelle che nelle proprie comunità svolgono l’impegnativo ma benedetto servizio della catechesi; tutti elementi che devono trovare una “coralità” tra le persone per superare i confini delle parrocchie (e personali, forse, talvolta), una “coralità” che solo in questo modo potrà diventare “ecclesiale”, tutti i partecipanti dovranno sentirsi a proprio agio nella partecipazione avendo modo di esprimersi e di dare il proprio contributo. Da questa due giorni di fraternità dovrebbe emergere, chiara e necessaria, in coloro che parteciperanno, una richiesta che è la stessa della donna che incontra Gesù: “Signore dammi sempre di quest’acqua …”.

Marika Girat
Membro dell’èquipe dell’Ufficio Catechistico Diocesano

*articolo pubblicato su L’Arborense 25/2017

ALLEGATI:
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