{"id":278,"date":"2018-10-07T19:01:54","date_gmt":"2018-10-07T17:01:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadioristano.it\/catechistico\/?p=278"},"modified":"2018-10-07T19:01:54","modified_gmt":"2018-10-07T17:01:54","slug":"omelia-dellarcivescovo-per-il-convegno-catechistico-diocesano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadioristano.it\/catechistico\/2018\/10\/07\/omelia-dellarcivescovo-per-il-convegno-catechistico-diocesano\/","title":{"rendered":"Omelia dell&#8217;Arcivescovo per il Convegno Catechistico Diocesano"},"content":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p>abbiamo sentito come l\u2019evangelista San Marco racconti che un giorno alcune persone condussero da Ges\u00f9 dei bambini affinch\u00e9 li benedicesse e i discepoli tentarono di allontanarli. Ges\u00f9 s\u2019indign\u00f2 e impose loro di lasciare che i bambini si accostassero a lui. Poi aggiunse: \u201cChi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non entrer\u00e0 in esso\u201d (<em>Mc <\/em>10,13-16). Poco prima, proprio a questi stessi discepoli aveva detto: \u201cA voi \u00e8 stato confidato il mistero del Regno di Dio\u201d (<em>Mc <\/em>4,11). Ora li avverte che essi, respingendo i bambini, in realt\u00e0, si stanno chiudendo la porta d\u2019ingresso al Regno di Dio per il quale hanno lasciato tutto!<\/p>\n<p>Ma che cosa significa \u201caccogliere il Regno di Dio come un bambino\u201d? Una lettera dalla Comunit\u00e0 di Taiz\u00e9 di qualche decennio fa ha scritto che in generale il detto di Ges\u00f9 si comprende in questo modo: \u201caccogliere il Regno di Dio come lo accoglie un bambino\u201d. E, in effetti, questo risponde ad un altro detto di Ges\u00f9 riportato dall\u2019evangelista San Matteo: \u201cSe non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli\u201d (<em>Mt <\/em>18,3). L\u2019esperienza umana ci dice che un bambino si fida ciecamente, senza riflettere. Per lui non esiste che suo padre o sua madre non possano rispondere ad una domanda. E\u2019 chiaro che la sua fiducia non \u00e8 atto di virt\u00f9, ma, semplicemente, una realt\u00e0 naturale. Questa realt\u00e0 naturale ci insegna che, per incontrare Dio, il mezzo pi\u00f9 diretto e immediato \u00e8 avere un cuore di bambino che osa domandare, e chiede di essere amato.<\/p>\n<p>Per\u00f2, si pu\u00f2 comprendere il detto di Ges\u00f9 anche in quest\u2019altro modo: \u201caccogliere il Regno di Dio come si accoglie un bambino\u201d. Infatti, il verbo greco che viene utilizzato ha il senso concreto di \u201caccogliere qualcuno\u201d, come si pu\u00f2 constatare da qualche versetto prima in cui Ges\u00f9 parla di \u201caccogliere un bambino\u201d (<em>Mc<\/em> 9,37). In questo caso, Ges\u00f9 paragona all\u2019accoglienza di un bambino l\u2019accoglienza della presenza di Dio. C\u2019\u00e8 una forte corrispondenza tra la disposizione per entrare nel Regno di Dio e il comportamento umile e fiducioso di un bambino.<\/p>\n<p>Accogliere un bambino vuol dire accogliere una promessa. Papa Francesco, nel suo discorso al Sinodo dei giovani, ha citato una poesia di H\u00f6lderlin che dice: \u201cl\u2019uomo mantenga quello che da bambino ha promesso\u201d. In realt\u00e0, un bambino cresce e si sviluppa. E cos\u00ec avviene con il Regno di Dio. Anche esso \u00e8 una promessa, una dinamica, una crescita . Poi i bambini sono imprevedibili. Nel racconto del Vangelo, essi arrivano senza preavviso, e, a quanto sembra, per i discepoli non \u00e8 un buon momento. Tuttavia Ges\u00f9 insiste che, poich\u00e9 si sono avvicinati, bisogna accoglierli. Lo stesso avviene con la presenza di Dio. La dobbiamo accogliere quando si manifesta, sia un momento favorevole o sia un momento difficile. Accogliere il Regno di Dio come si accoglie un bambino significa vegliare e pregare per accoglierlo quando viene, sempre all\u2019improvviso, a tempo e fuori tempo.<\/p>\n<p>Chiarita questa realt\u00e0, ci possiamo chiedere anche: perch\u00e9 Ges\u00f9 ha mostrato un\u2019attenzione particolare ai bambini? \u201cGes\u00f9 mostra un\u2019attenzione particolare ai bambini perch\u00e9 vuole che i suoi abbiano un\u2019attenzione prioritaria per quanti mancano del necessario. Costoro sono i suoi rappresentanti sulla terra. Quel che si far\u00e0 a loro,\u00a0 lo si far\u00e0 a Lui, il Cristo (<em>Mt <\/em>25,40). I \u201cpi\u00f9 piccoli dei suoi fratelli\u201d, quelli che contano poco e che si trattano con superiorit\u00e0 e sufficienza perch\u00e9 non hanno potere n\u00e9 prestigio, sono la via, il passaggio obbligato, per vivere in comunione con Lui\u201d.<\/p>\n<p>Cari catechiste e catechisti,<\/p>\n<p>il Vangelo ci d\u00e0 un orientamento preciso di come dobbiamo stabilire il nostro rapporto con Dio e con Ges\u00f9. Questo deve essere, anzitutto, un rapporto personale di fiducia e non una semplice condivisione d\u2019una dottrina o di un insegnamento. In secondo luogo, esso deve essere un rapporto mediato dalla testimonianza credibile della carit\u00e0 verso i poveri e gli umili. In un recente videomessaggio per il Congresso Internazionale sulla Catechesi, Papa Francesco ha sottolineato che il catechista non deve \u201cfare\u201d il catechista ma deve \u201cessere\u201d catechista, ossia, il catechista non deve fare un mestiere ma testimoniare la propria vocazione cristiana con la vita. Di conseguenza, ha precisato il Papa, il catechista non deve assumere il ruolo di un insegnante che fa la sua lezione di dottrina cristiana, ma deve comunicare e testimoniare un\u2019esperienza di vita. \u201cEssere un catechista, aveva ribadito in un\u2019altra occasione, \u201cnon \u00e8 un lavoro o un\u2019attivit\u00e0 esterna alla persona ma una \u201cmissione\u201d, \u201cuna vocazione di servizio nella Chiesa\u201d.<\/p>\n<p>I Vescovi italiani negli <em>Orientamenti per l\u2019annuncio e la catechesi in Italia<\/em> hanno precisato che cosa vuol dire \u201cessere catechista\u201d e non \u201cfare il catechista\u201d. Hanno scritto che il catechista \u00e8 un credente che si colloca dentro il progetto amorevole di Dio e si rende disponibile a seguirlo; come testimone di fede.<\/p>\n<p>Il catechista:<\/p>\n<ul>\n<li>vive la risposta alla chiamata dentro una comunit\u00e0, con la quale \u00e8 unito in modo vitale, che lo convoca e lo invia ad annunciare l\u2019amore di Dio;<\/li>\n<li>\u00a0\u00e8 capace di un\u2019identit\u00e0 relazionale, in grado di realizzare sinergie con gli altri agenti dell\u2019educazione;<\/li>\n<li>\u00a0svolge il compito specifico di promuovere itinerari organici e progressivi per favorire la maturazione globale della fede in un determinato gruppo di interlocutori;<\/li>\n<li>con una certa competenza pastorale, elabora, verifica e confronta costantemente la sua azione educativa nel gruppo dei catechisti e con i presbiteri della comunit\u00e0;<\/li>\n<li>\u00a0armonizza i linguaggi della fede \u2013 narrativo, biblico, teologico, simbolico-liturgico, simbolico-esperienziale, estetico, argomentativo \u2013 per impostare un\u2019azione catechistica che tenga conto del soggetto nella integralit\u00e0 della sua capacit\u00e0 di apprendimento e di comunicazione;<\/li>\n<li>\u00a0si pone in ascolto degli stimoli e delle provocazioni che provengono dall\u2019ambiente culturale in cui si trova a vivere.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Cari catechiste e catechisti,\u00a0siate fieri di essere i nostri collaboratori primari nell\u2019annuncio del Vangelo. La comunit\u00e0 diocesana ha bisogno di voi ed \u00e8 orgogliosa del vostro ministero. Vi ringrazio per la vostra opera generosa e intelligente, e vi assicuro preghiera, condivisione, amicizia.\u00a0Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle, abbiamo sentito come l\u2019evangelista San Marco racconti che un giorno alcune persone condussero da Ges\u00f9 dei bambini affinch\u00e9 li benedicesse e i discepoli tentarono di allontanarli. Ges\u00f9 s\u2019indign\u00f2 e impose loro di lasciare che i bambini si accostassero a lui. Poi aggiunse: \u201cChi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non entrer\u00e0 in esso\u201d (Mc 10,13-16). 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