{"id":409,"date":"2022-05-28T10:00:49","date_gmt":"2022-05-28T08:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadioristano.it\/tutelaminori\/2022\/05\/28\/tutela-dei-minori-e-delle-persone-vulnerabili\/"},"modified":"2025-10-28T09:40:16","modified_gmt":"2025-10-28T08:40:16","slug":"tutela-dei-minori-e-delle-persone-vulnerabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadioristano.it\/tutelaminori\/2022\/05\/28\/tutela-dei-minori-e-delle-persone-vulnerabili\/","title":{"rendered":"Tutela dei minori e delle persone vulnerabili"},"content":{"rendered":"<p>La custodia e la tutela dei pi\u00f9 piccoli e delle persone vulnerabili \u00e8 un percorso lungo e faticoso che richiede il coraggio di essere intrapreso e poi perseguito con costanza e senza scorciatoie. Un primo passo da fare \u00e8 acquisire consapevolezza di come la tragica realt\u00e0 degli abusi sui minori sia trasversalmente diffusa coinvolgendo in modo significativo le famiglie o l\u2019ambito parentale in misura di gran lunga superiore ai due terzi dei casi. Come poi dimenticare che il turpe mercato della <em>pedopornografia <\/em>non solo non accenna a diminuire, ma \u00e8 in costante crescita?<\/p>\n<p>Quella degli abusi \u00e8 infatti un\u2019emergenza sociale grave e globale che certamente esige un intervento repressivo importante, ma ancor di pi\u00f9 una presa di coscienza personale e collettiva, un vero e proprio cambio di mentalit\u00e0. Prevenire situazioni di abuso non pu\u00f2 ridursi alla semplice reazione di protezione dei minori che subiscono o che potrebbero subire violenza (<em>child protection<\/em>), ma necessita di uno sforzo complessivo che dalla reazione passi alla pro-azione per garantire ai pi\u00f9 piccoli ambienti e relazioni sicure ed efficaci per crescere al meglio (<em>safe guarding<\/em>).<\/p>\n<p>In tutto questo la Chiesa non \u00e8 ferma alle postazioni di partenza, ma da sempre in prima linea, occupandosi e prendendosi cura dei pi\u00f9 deboli e fragili con grande e indiscussa generosit\u00e0 di persone e istituzioni, perch\u00e9 la cura, la custodia e la protezione dei piccoli sono parte integrante della sua natura. Vero \u00e8 purtroppo che la piaga degli abusi sui minori e le persone vulnerabili colpisce pure la Chiesa non solo perch\u00e9 costituita da famiglie, ma anche perch\u00e9 in questi crimini sono stati coinvolti alcuni che nella Chiesa hanno ruoli di responsabilit\u00e0 e guida.<\/p>\n<p>Dunque, se crimini gravissimi come gli abusi sessuali sui minori vanno perseguiti con la massima severit\u00e0 ovunque essi accadano, ancor pi\u00f9 se in ambito ecclesiale, tuttavia la loro punizione, per quanto assolutamente necessaria e doverosa, non pu\u00f2 ritenersi sufficiente: non \u00e8 certo possibile cancellare quanto avvenuto, ma ci si pu\u00f2 legittimamente domandare cosa fare perch\u00e9 non capiti di nuovo e non capiti ad altri. In altre parole ci si pu\u00f2 chiedere se dall\u2019orrore dell\u2019abuso e magari dagli errori di una gestione indifferente, negligente se non complice, possano venirne indicazioni non solo di reazione al delitto, ma di prevenzione e pro-azione.<\/p>\n<p>\u00c8 questo l\u2019indirizzo assunto dalla Chiesa che \u00e8 in Italia con le Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili approvate dall\u2019Assemblea generale dei Vescovi del 20-23 maggio 2019: partendo dall\u2019ascolto delle vittime, prendere coscienza del dramma degli abusi e del loro effetto devastante sulle persone e sulla comunit\u00e0 per quella conversione personale e comunitaria che sollecita, motiva e supporta la costruzione di ambienti sicuri per i pi\u00f9 piccoli. Solo su queste solide basi si possono prevenire comportamenti delittuosi. Se di grande importanza \u00e8 dunque favorire l\u2019emersione di questi delitti, anche se accaduti in passato, perseguendoli quindi senza tentennamenti, non di minore priorit\u00e0 \u00e8 far maturare la consapevolezza e corresponsabilit\u00e0 comunitaria vincendo cos\u00ec le logiche della delega e dell\u2019indifferenza. Si tratta, dunque, di informare e formare la comunit\u00e0 in tutte le sue espressioni, specialmente coloro che operano, a qualsiasi titolo, in rapporto con i minori e le persone vulnerabili, consolidando in questo modo una cultura della cura, della tutela e della protezione dei pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Gianluca Marchetti<\/strong><em>, <\/em><em>Servizio nazionale per la tutela dei minori della CEI<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>I servizi per la tutela dei minori<\/strong><\/p>\n<p><em>Sulla strada della formazione come strumento di prevenzione, si \u00e8 mossa con decisione la Chiesa che \u00e8 in Italia che ha dato vita a una rete fitta e capillare di Servizi per la tutela dei minori su tutto il territorio nazionale. In seguito all\u2019istituzione, presso la Conferenza Episcopale Italiana, del Servizio nazionale per la tutela dei minori sono stati costituiti infatti i servizi regionali affidati a un vescovo delegato, un coordinatore e un\u2019\u00e9quipe di esperti. In ogni diocesi \u00e8 stato nominato almeno un referente locale. Cos\u00ec, in meno di due anni, nonostante i tempi non facili della pandemia, \u00e8 nato un Servizio per ciascuna delle 16 regioni ecclesiastiche; sono stati nominati 226 referenti diocesani, uno per ogni diocesi. Si tratta di una vera e propria rete nella quale sono coinvolte centinaia di persone, soprattutto laici, uomini e donne, che con competenza, professionalit\u00e0 e passione ecclesiale, coordinano un coraggioso sforzo formativo. Spesso in collaborazione con altri enti, associazioni e realt\u00e0 del territorio come scuole, universit\u00e0, servizi sociali e sanitari, pubblici e privati, supportano la formazione di migliaia di operatori pastorali negli ambiti dell\u2019identificazione dei fattori di rischio, della progettazione e del monitoraggio delle strategie di prevenzione, delle modalit\u00e0 relazionali. Il tutto ponendo al centro la dignit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 della persona umana, soprattutto dei pi\u00f9 piccoli e vulnerabili.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>I Centri di ascolto<\/strong><\/p>\n<p><em>Nella consapevolezza che solo ascoltando le vittime si pu\u00f2 prendere coscienza degli effetti devastanti dell\u2019abuso sul diretto interessato e sull\u2019intera comunit\u00e0, la Chiesa che \u00e8 in Italia ha deciso di costituire, all\u2019interno dei Servizi tutela minori, una rete di Centri di ascolto. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di offrire un servizio pastorale di primo ascolto e di accoglienza a chi dichiara di aver subito, in ambito ecclesiale, abusi sessuali e\/o di potere e di coscienza e a chi intende segnalare tali abusi da parte di chierici, religiosi e religiose, operatori e operatrici pastorali. Ai 98 Centri di ascolto, nati in 157 diocesi (70% del totale) che operano a livello diocesano o interdiocesano, ci si pu\u00f2 rivolgere per informazioni sul tema della tutela in ambito ecclesiale, sulle procedure e le prassi per la segnalazione di abusi, oltre che per avere sostegno nell\u2019individuazione del percorso (medico, spirituale, legale, \u2026). Il Centro di ascolto non \u00e8 il luogo di un accompagnamento psicoterapeutico o di assistenza legale n\u00e9 uno sportello per la raccolta di denunce che si sostituisce all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria: in nessun modo l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica intende subentrare a quella dello Stato alla quale, al contrario, incoraggia che ricorrano le vittime di questi delitti gravissimi. Grazie alla presenza di persone adeguatamente formate, il Centro offre un ascolto accogliente, centrato sulla vittima, capace di abbracciare la sua sofferenza e la sua ricerca di giustizia, senza compromessi, scorciatoie, zone d\u2019ombra.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La custodia e la tutela dei pi\u00f9 piccoli e delle persone vulnerabili \u00e8 un percorso lungo e faticoso che richiede il coraggio di essere intrapreso e poi perseguito con costanza e senza scorciatoie. 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