Omelia per Nostra Signora di Bonacatu

18-09-2026

Omelia per N.S. di Bonacatu – Bonarcado – 18 Settembre 2026

La Madre del Signore, che noi veneriamo qui a Bonarcado, da secoli, con il titolo di Nostra Signora di Bonacatu, ci riunisce oggi qui attorno a Lei.

Si tratta di un incontro e di una festa con particolarità uniche che caratterizzano questo momento celebrativo e festivo che sempre vede la partecipazione corale, numerosa, gioiosa di tanti fedeli e devoti da ogni parte della Sardegna.

Quando veniamo a celebrare la festa di N.S. di Bonacatu, ci chiediamo: perché tanta gente si raduna qui? Perché tanta devozione? Che cosa offre o ci dice Maria, qui in questo Santuario, che sia capace di attirare ancora tanti uomini e donne?

La risposta la conosciamo: perché in Lei si è realizzato l’ascolto profondo, sincero e generoso di Dio. E chi ascolta Dio rimane sempre giovane, non passa di moda con il tempo. L’ascolto di Dio da parte di Maria ha reso poi possibile l’ascolto di Lei nei nostri confronti, a Lei possiamo parlare delle fatiche, chiedere un sostegno, invocarla perché come dice una poesia, sia lei a dare “ali alle nostre preghiere”.

Allora approfondiamo alcune caratteristiche di Maria, che ci servano come stimolo e sprone per la nostra vista spirituale.

La Madre del Signore, la Madonna che veneriamo con il titolo di Bonacatu ha, in primo luogo, a che fare con la Misericordia. L’immagine tenera e al tempo stesso bellissima nella sua forma artistica, ci rimanda alla Madre di Gesù. Un gesto di tenerezza nei confronti del Figlio. Ma noi sappiamo che Gesù stesso ha dato alla Madre una vocazione materna più ampia, universale: essere madre di tutti i figli di Dio. Lo ha fatto nel momento supremo della Croce, quando Gesù dona sé stesso e vuole che anche la Madre si doni. Ecco allora il primo motivo per cui noi veniamo qui con fiducia, a pregarla, a implorarla, a presentarle le nostre fatiche: perché riconosciamo il Lei quella misericordia di madre, cioè un cuore capace di ascoltare, di capire, di compatire, di insegnarci la strada.

Sappiamo che Maria di Nazareth fa questo perché contribuisce la sua natura di Madre e di Donna ma anche perché, Lei, così vicina a Dio, ha imparato dal Dio della Misericordia. Come non ricordare le pagine del Vangelo, dove Gesù ci presenta il Padre Misericordioso. Pensiamo alla parabola del Figliol prodigo. Manca la figura della Madre perché è lo stesso padre ad assumerla: Dio è Padre e Madre.

Maria anche riveste la dimensione della Compassione. Cioè è capace di capire e sentire il dolore dei suoi figli, perché anche Lei ha vissuto il dolore: dolore del distacco (capire la vocazione del Figlio) dolore nel vedere che il Figlio non è compreso, viene deriso, viene criticato e osteggiato. Dolore nel vedere il figlio ingiustamente condannato e ucciso e in un modo crudele. La sua compassione nasce dalla sua esperienza ma poi amplificata dalla Compassione di Dio, capace di amare le sue creature e stare vicino al loro dolore.

Infine Maria assume un altro ruolo che le viene dato da Dio e sottolineato da suo figlio Gesù; quello di Colei che intercede per noi. A volte ci chiediamo: che bisogno abbiamo di Maria come Colei che intercede, già che Gesù stesso si fa nostro intercessore presso il Padre? Si tratta della pedagogia di Dio nei nostri confronti e del riconoscere le dinamiche della nostra umanità, che ha bisogno di amici, di persone in cui confidare, di sentirci sostenuti e aiutati da quelli che fanno parte della famiglia. Ecco… Maria acquisisce questa dimensione profonda: fa parte della famiglia, è nostra sorella in umanità, è nostra Madre e può parlare di noi a Dio. Fa parte della sua grande carità, del suo essere sempre rivolta agli altri: Maria si mise in viaggio… per aiutare Elisabetta.  Maria che si preoccupa che manca il vino alle nozze, che cioè le persone sono in difficoltà.

Ecco, fratelli e sorelle: in questo nostro tempo inquieto, difficile, pieno di preoccupazione per l’avvenire, dove sembra che la violenza, la crudeltà, l’interesse abbiano la meglio, abbiamo bisogno di misericordia, prima di tutto tra noi; di compassione reciproca, e di intercedere e di pregare gli uni per gli altri, sull’esempio di Maria.

Affidiamo a te, Nostra Signora di Bonacatu le nostre intenzioni di preghiera. Amen.

+ Roberto Carboni, Arcivescovo