Natale 2025. Gli auguri dell’Arcivescovo Roberto alle sue comunità

Il messaggio: "Non spegnete questa piccola luce!"

Gesù nasce a Betlemme e nessuno se ne accorge. Non lo sanno i potenti del momento: l’imperatore, i governatori, i sommi sacerdoti e gli scribi. Non lo sanno i giornalisti del tempo e neppure i social… Il loro mondo continua senza scossoni e turbamenti. Solo Erode ha notizia di quella nascita, ma non è per lui motivo di gioia, piuttosto di preoccupazione, di sospetto, di rabbia.

Eppure, la piccola luce che si accende in un angolo oscuro dell’impero, in una provincia periferica del dominio romano, in un minuscolo villaggio che non ha case per accoglierla, diventerà ben presto un faro, un sole che illuminerà tutti. La piccola scintilla scatenerà un grande incendio. Il nome di Gesù, la sua storia, la sua parola, varcheranno i confini angusti della Palestina per arrivare sino ai confini del mondo: del mondo di allora e del nostro mondo attuale.

La logica che Dio usa, e che facciamo fatica a comprendere, è quella del piccolo seme di senape che diventa un grande albero. Un annunzio sommesso che diviene un grido udibile da tutti.

Oggi ci troviamo in un contesto mondiale complicato, fonte di angustie e dolore. Non era diversa la situazione in cui Gesù è nato. La guerra anche allora era di casa, come pure l’oppressione dei potenti e la povertà. In mezzo a quel buio però si è accesa la piccola fiamma della speranza: il bene si sarebbe aperto il cammino.

Anche nell’oscurità attuale c’è il chiarore di una fiamma lontana.

Questo è il messaggio del Natale del Signore: non spegnete questa piccola luce che poi si trasforma in un sole abbagliante, date fiducia a questa minuta scintilla che dà inizio a un grande fuoco, che scalda e illumina tutti. Non siamo ottimisti ingenui noi cristiani, ma uomini e donne di speranza che danno fiducia a Colui che ha parola di vita.

Il miglior regalo di Natale, quello che Gesù bambino ci consegna, è la timida luce della speranza che alberga nel cuore degli uomini e nelle donne che da lui si lasciano accendere. In questo tempo di regali, anche il Signore vuole da noi qualcosa e cioè che non abbandoniamo la fiducia e la speranza in Lui, ripetendoci spesso quello che ci ha detto: Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo (Mt 28,20).

+Roberto Carboni, arcivescovo


Immagine di copertina: Natività di Giotto, Basilica inferiore di San Francesco d’Assisi