Sono a vostra disposizione: per l’ascolto… Con queste parole, semplici e dirette, l’arcivescovo Roberto ha aperto, domenica 11 gennaio, la sua prima Visita pastorale all’Arcidiocesi di Oristano, iniziando dalla comunità di Cabras, nella pieve di Santa Maria Assunta.
Una dichiarazione di stile e di metodo: il pastore che si mette accanto, che ascolta, che accoglie.
Già lo aveva annunciato nel decreto di indizione: Con questa Visita vorrei offrire un tempo per stare con tutti voi, pastori e fedeli delle comunità parrocchiali ed ecclesiali, per ascoltare il vissuto quotidiano, con le gioie e le fatiche, le speranze e i problemi; per conoscere da vicino il tanto bene che si è fatto e che si sta facendo, per gioire della ricca umanità che si trova in tante nostre famiglie, e per incoraggiare tutti a proseguire con fedeltà ed entusiasmo il cammino della vita cristiana. E così è stato.
La Visita è iniziata con la Celebrazione eucaristica, in cui l’Arcivescovo ha sottolineato nell’omelia il senso della Visita pastorale e la realtà viva della comunità cabrarese. Ha ricordato che la Visita non è un’ispezione, ma un incontro: Vengo per conoscervi, per camminare con voi. E ha ringraziato il parroco, mons. Giuseppe Sanna; il sindaco, Andrea Abis; il segretario del Consiglio pastorale, GianMatteo Mureddu, per le parole iniziali di saluto che gli hanno rivolto a nome della comunità.
Nel pomeriggio della stessa domenica, l’Assemblea interparrocchiale ha offerto all’Arcivescovo un quadro ricco e articolato della vita comunitaria. Dopo aver ascoltato le relazioni di tutti i gruppi e le associazioni, mons. Carboni ha restituito un primo discernimento: Non viviamo un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca. Papa Francesco lo ripeteva: non siamo più in un mondo cristiano, ma postcristiano. Un invito a leggere la realtà senza nostalgie, con lucidità e speranza. Le relazioni, ha aggiunto, saranno custodite nell’archivio parrocchiale come memoria viva di un cammino condiviso.
Tanti gli eventi che nella settimana si sono succeduti. Tra i più significativi la visita ai malati di lunedì 12, momenti davvero intensi e a tratti commoventi. Poi l’incontro con i catechisti e gli animatori dell’Oratorio, martedì 13 gennaio, che ha assunto i toni di una magistrale attività di formazione, una vera lezione pastorale: Accompagnate le parole con i fatti, perché la testimonianza abbia autorità, ha affermato l’Arcivescovo. Poi, dialogando con i presenti, ha chiesto di individuare punti di forza e quelli di fragilità delle attività educative. Con delicatezza e competenza ha guidato alla ricerca di soluzioni concrete: superare un’impostazione scolastica, coltivare la curiosità verso il mondo digitale, rafforzare i legami con gli uffici diocesani, creare momenti periodici di confronto. E ha concluso: Il punto di forza siete voi. Una parola che incoraggia e responsabilizza.
Il giorno seguente, dedicato alla religiosità popolare, l’Arcivescovo ha ascoltato is Curridoris e i rappresentanti dei Comitati delle feste. Ha ricordato che al congresso sulla pietà popolare nel Mediterraneo, ad Ajaccio, nel dicembre 2024, aveva presentato la festa del Santissimo Salvatore come esempio di fede che passa attraverso le manifestazioni di religiosità popolare: La dimensione culturale è importante, ma non dimenticate la matrice religiosa che sostiene tutto. I gesti della Tradizione sono l’anima della comunità. E ha aggiunto un’immagine potente: Non c’è catechesi migliore di un bambino in braccio al padre che partecipa a un rito religioso.
Giovedì 15, l’incontro con Caritas e Volontariato Vincenziano ha riportato l’attenzione sulla carità operosa. Mons. Carboni ha chiesto di arrivare alle persone, di coinvolgere nuovi volontari, di offrire non solo beni ma tempo e ascolto. Ha suggerito un Centro di ascolto, momenti formativi comuni, una maggiore visibilità anche sui social media. E ha lanciato un desiderio: Sarebbe bello un incontro con i migranti presenti a Cabras, un momento conviviale, un’ospitalità liturgica.
La Visita a Santa Maria ha mostrato un Arcivescovo che ascolta, domanda, incoraggia e orienta. Un Pastore che desidera una Chiesa capace di collaborare, di leggere il presente e di costruire il futuro.
a cura di Sandro Sanna, pubblicato su L’ARBORENSE n. 3 del 1° febbraio 2026


































