Dal 22 al 28 marzo l’Arcivescovo Roberto ha fatto tappa, nel suo itinerario pastorale, nelle comunità di Solarussa e Zerfaliu ultime, in ordine di visita, tra quelle appartenenti al Vicariato foraneo Nostra Signora Assunta, porzione di Arcidiocesi arborense da cui mons. Carboni ha deciso di partire per la sua triennale Visita Pastorale.
Le comunità di Solarussa e Zerfaliu sono guidate, dal 2020, da don Mariano Pili. È stato lo stesso parroco ad accogliere l’Arcivescovo a Solarussa domenica 22 marzo. Con lui il primo cittadino, Gian Mario Tendas, e tanti fedeli accorsi per l’ingresso del Pastore arborense e per la prima Celebrazione eucaristica con cui si è dato il via alla Visita pastorale. Un rappresentante della comunità e il sindaco hanno dato il benvenuto all’Arcivescovo presentando la realtà ecclesiale e civile di Solarussa. Lo stesso è accaduto mercoledì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, per l’accoglienza di mons. Carboni a Zerfaliu: un rappresentante della comunità e il sindaco Pinuccio Chelo hanno presentato la piccola comunità della Valle del Tirso.
Due realtà, quelle di Solarussa e Zerfaliu, poco più di duemila abitanti la prima, poco meno di un migliaio la seconda, che fanno i conti con la scarsa natalità, una popolazione per lo più anziana, la fuga dei giovani. Non per questo, però, non mancano di vitalità: anzi, sono tante le iniziative portate avanti nelle due comunità con cui si cerca di valorizzare ciò che i paesi producono. Aspetti, questi, emersi anche non solo nei saluti istituzionali ma anche nelle assemblee dove è stato messo in evidenza come anche da un punto di vista ecclesiale e pastorale si cerca di portare avanti quelle iniziative capaci di offrire testimonianze di fede e un servizio alla comunità.
Oltre alle toccanti visite ai malati, agli incontri individuali con chi ha chiesto di poter incontrare personalmente l’Arcivescovo, alla preghiera per i defunti in cimitero, sono state proprio le assemblee comunitarie, sia a Solarussa che a Zerfaliu, il centro della Visita: in quelle occasioni ci si è messi in dialogo. Le realtà associative e i collaboratori più stretti del parroco hanno presentato il cammino delle comunità, le iniziative portate avanti, le fatiche e le difficoltà.
L’Arcivescovo ha ascoltato, incoraggiato nella perseveranza del servizio, spronato a saper coinvolgere e a trovare vie nuove per costruire una comunità parrocchiale che non si chiuda nel si è sempre fatto così ma che sia aperta anche alle opportunità che gli attuali tempi possono offrire.
Nella celebrazione finale, quella del 28 marzo a Solarussa, nel ringraziare per l’accoglienza ricevuta un ultimo invito alle due comunità: quello di tentare di costruire strade comuni in alcuni ambiti per rafforzare la pastorale laddove la mancanza di risorse umane mina di spegnere il servizio e, con esso, le opportunità di annunciare ed evangelizzare.
Cronaca pubblicata su L’ARBORENSE N. 14 del 19 aprile


















