Conclusa la Visita a Laconi, accompagnato dai frati cappuccini che dallo scorso anno ne guidano la parrocchia, l’Arcivescovo si è recato a Nureci. Dal 16 al 17 aprile due giorni di permanenza nel piccolo centro dell’Alta Marmilla che hanno rivelato una grande e affettuosa accoglienza da parte della comunità di circa 300 abitanti.
A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità, le rivolgo un sincero e rispettoso benvenuto, ha detto il sindaco Emanuel Atzori, in apertura di Visita. La Sua presenza oggi è per noi motivo di gioia e rappresenta un’importante occasione di incontro e di vicinanza alla nostra comunità. Nureci, come ben sa, è un piccolo paese che trova la sua forza nel senso di appartenenza e si distingue per la solidarietà e i valori che uniscono le persone. Allo stesso tempo, viviamo le difficoltà che soffrono tutti i piccoli centri, legate al calo delle nascite, all’invecchiamento della popolazione, nonché alla carenza di servizi, elementi che incidono sulla vitalità del nostro territorio e quindi sulle opportunità che lo stesso offre ai giovani. Siamo certi che momenti come questo possano rafforzare il senso di comunità e la fiducia nel futuro. La ringraziamo per essere qui tra noi.
Il saluto del Primo cittadino e la presentazione di padre Fabio Serra hanno da subito delineato i tratti caratteristici di una comunità che nelle sue fatiche comunque continua a perseverare nella fede e a tenere viva la solidarietà.
L’Arcivescovo ha incontrato i bambini della Scuola dell’Infanzia e di quella Primaria, poi ha fatto visita agli ospiti della casa di Riposo e ad alcuni malati e infermi, tra cui don Bruno Zucca, 85 anni, sacerdote nato a Mogorella ma da sempre legato a Nureci, paese in cui è voluto tornare dopo aver terminato il suo servizio di parroco a Cabras.
Nella Messa conclusiva l’Arcivescovo ha invitato a non perdere la virtù della solidarietà che bene caratterizza la comunità di Nureci e che tiene vivi i piccoli paesi. Al termine della celebrazione gli è stato donato dalla comunità parrocchiale un quadro con la riproduzione della patrona Santa Barbara, mentre il sindaco ha voluto regalargli un piccolo crocifisso da tavolo che l’Arcivescovo ha detto terrà nella sua scrivania col desiderio di avere sempre un pensiero in particolare per le comunità più piccole.
A cura di Letizia Tetti, pubblicato su L’ARBORENSE N. 15 del 26 aprile 2026
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