Un tempo certamente di grazia, ma anche di spontaneità, di apertura, di gioia così bello che già ci manca, nonostante siano passati solo pochi giorni dalla Visita dell’Arcivescovo.
Così don Gerardo Pitzalis, parroco della comunità di Genoni, ha fatto sintesi della Visita Pastorale che, dal 3 al 6 maggio, l’Arcivescovo Roberto ha vissuto nella comunità del Sarcidano.
Una tappa che si è aperta in maniera diversa rispetto a quella delle altre parrocchie perché nel giorno della Celebrazione eucaristica di inizio Visita l’Arcivescovo ha amministrato la Cresima a 12 tra ragazzi e ragazze. Un evento che ha fatto sì che ci fosse nella chiesa parrocchiale una comunità molto più larga vista la presenza di tante famiglie, padrini, madrine, amici e parenti giunti anche da fuori Genoni. È stata l’occasione per l’Arcivescovo non solo di presentare la Visita nei suoi diversi aspetti ma anche di parlare del senso di comunità, del senso di famiglia, di esortare a una maggiore vicinanza al Signore, ma anche a un servizio più pieno verso gli altri.
La Messa era stata preceduta dall’accoglienza da parte di grandi e piccini all’esterno della chiesa parrocchiale, poi l’ingresso solenne con l’aspersione con l’acqua benedetta, i discorsi iniziali di saluto e di presentazione della comunità. A parlare, all’ingresso dell’Arcivescovo, sono stati il parroco, il sindaco Gianluca Soddu, Antonello Mura, priore della confraternita del Rosario che ha parlato a nome del consiglio pastorale e della comunità parrocchiale. Insieme hanno messo in evidenza le risorse della comunità ma la preoccupazione per il futuro a causa dello spopolamento, della disoccupazione, delle fatiche a portare avanti anche i piccoli servizi alla comunità. Tutti aspetti presentati in offerta all’altare durante la Celebrazione.
Nella mattinata di lunedì 4 maggio l’Arcivescovo ha ricevuto tutte quelle persone che hanno chiesto udienza: è stata anche opportunità per qualcuno di confessarsi. Un’esperienza significativa che ha rivelato una vicinanza premurosa e attenta del Pastore diocesano nei confronti della gente. Nel pomeriggio, poi, la visita alla Casa Madre delle Figlie di San Giuseppe, presenti nella comunità con dodici suore. Una realtà religiosa molto importante, anche per la nostra Arcidiocesi. Con le Giuseppine l’Arcivescovo ha celebrato l’Eucaristia nella vigilia dell’anniversario della morte di padre Felice Prinetti, il fondatore della Congregazione che si spense il 5 maggio 1916.
Il giorno successivo mons. Roberto Carboni ha fatto visita alla Scuola materna, curata e animata dalle suore Giuseppine, in cui sono presenti una ventina di bambini, tra cui anche alcuni che arrivano dai paesi circostanti: un momento di festa e di voci che ha certamente rallegrato il cuore dell’Arcivescovo che poi ha girato per le vie del paese entrando in alcune case di malati e sofferenti. Una visita dimezzata nei numeri rispetto al programma previsto a causa dei tanti lutti accaduti nell’ultimo anno in paese. La visita ai sofferenti e agli anziani si è conclusa nella Casa di riposo, anche questa gestita dalle suore Giuseppine, in cui sono ospitate una ventina di persone. Sono stati momenti di conforto, di sostegno, di affidamento al Signore.
Nel pomeriggio, alle 17,30, la Messa in chiesa, a cui ha fatto seguito l’assemblea parrocchiale nel salone degli incontri. Erano presenti una quarantina di persone, tutti espressione della vita parrocchiale tra religiose e laici: coloro che tengono viva l’azione pastorale della comunità parrocchiale di Genoni. C’era timore, rispetto a questo momento, perché non diventasse un momento di facciata, ma nella spontaneità e nella sincerità coloro che hanno parlato lo hanno fatto sentendosi incoraggiati a esporre le difficoltà e a raccontare i punti di forza. L’Arcivescovo ha avuto parole di incoraggiamento per tutti, invitando a trovare altri aiuti per la cura della chiesa, così da sostenere le persone che bene ancora svolgono questo servizio; ha invitato a rafforzare l’importante iniziativa dell’oratorio per la cura e l’accompagnamento dei piccoli e dei giovani; ha ringraziato la Confraternita per il servizio e la dedizione con cui si mettono a disposizione della parrocchia; ha sollecitato una continua formazione per chi esercita i ministeri; ha fatto i complimenti al coro, rinato proprio in occasione della Visita e che ha animato le celebrazioni: non posso che ringraziarvi, ha detto l’Arcivescovo, perché tutti contribuite a far sentire sempre meno solo il parroco e a dare esempio di comunità viva.
L’ultimo giorno di Visita mons. Carboni, in cimitero, ha benedetto un nuovo settore cimiteriale che, per necessità, era già stato aperto nel 2019 e dove fino a oggi sono state seppellite già 120 persone, ma che ancora non era stato benedetto.
Alle 18, infine, la Messa conclusiva occasione di rendimento di grazie per i giorni trascorsi a Genoni e di affidamento alla Vergine Maria che nella comunità è molto venerata anche grazie al simulacro della Madonna del Sacro Cuore giunto in paese dalla Francia nel 1890 grazie all’iniziativa di don Francesco Manca.
Una Visita Pastorale non si conclude nei giorni di presenza dell’Arcivescovo ma deve necessariamente avere un tempo di attuazione, ha commentato a conclusione don Gerardo: ora speriamo e preghiamo che quanto sia emerso possa portare frutto.
Pubblicato su L’ARBORENSE n. 18 del 17 maggio 2026












