Visita pastorale a Nurallao: cronaca e galleria fotografica

Nessuno Escluso. Una visita che ha illuminato e guidato la nostra comunità

Si è svolta dal 31 maggio al 6 giugno la Visita pastorale dell’Arcivescovo mons. Roberto Carboni alla comunità di Nurallao: una settimana intensa, ricca di incontri, ascolto e dialogo, che ha permesso al Pastore diocesano di conoscere da vicino la realtà parrocchiale e civile del paese, e alla comunità di riscoprire la bellezza del camminare insieme.

La Visita si è aperta domenica 31 maggio, nella solennità della Santissima Trinità, con la celebrazione dell’Eucaristia e il saluto del parroco, del Sindaco e di un membro del Consiglio Pastorale. Fin da subito, l’Arcivescovo ha scelto di vivere questa esperienza non in spazi anonimi, ma nei luoghi abitati, là dove la vita quotidiana prende forma: case, scuole, uffici, strade, comunità. Nessuno escluso.

Un’accoglienza calorosa e un messaggio che tocca il cuore

Nel saluto iniziale, la comunità ha espresso a Mons. Carboni la propria gratitudine: «La sentiamo come un padre che desidera incontrare i suoi figli, ascoltare le loro gioie e le loro fatiche, e incoraggiarli a seguire il Signore con semplicità e fiducia.» Nurallao si è presentata come una piccola Chiesa con limiti e fragilità, ma animata dal desiderio di crescere nella preghiera, nella partecipazione e nella fraternità. Il brano evangelico di Zaccheo, scelto dal Vescovo come filo conduttore della Visita, ha accompagnato ogni incontro: uno sguardo che cambia la vita, che invita a rimettersi in gioco, a ritrovare autenticità e coraggio.

Il confronto con il Consiglio Pastorale: tra eredità e sfide

Nel pomeriggio di domenica si è svolto l’incontro con il Consiglio Pastorale Parrocchiale e i gruppi parrocchiali. Dopo un momento di spiritualità guidato da don Patricio, ogni membro si è presentato condividendo due punti di forza e due criticità della comunità.

Tra gli elementi positivi sono emersi:

  • la solida formazione lasciata da don Zanda, storico parroco per quasi sessant’anni;
  • l’impronta educativa delle suore dell’asilo parrocchiale, che hanno accompagnato generazioni di bambini;
  • la vicinanza ai giovani, che nella canonica hanno sempre trovato una seconda casa.

L’arcivescovo ha riconosciuto il valore di questa eredità, invitando però a guardare avanti: custodire significa anche rinnovare con responsabilità. Ampio spazio è stato dedicato alla situazione dei ragazzi e dei giovani, segnati da una crescente emergenza educativa che nasce spesso in famiglia e si riflette nella vita comunitaria. Si è parlato della difficoltà di trasmettere la fede fin dai primi anni, un compito spesso delegato ai catechisti e reso complesso dalla scarsa sensibilità religiosa di molti genitori. Pur consapevole delle criticità, mons. Carboni ha mantenuto un atteggiamento fiducioso, incoraggiando a elaborare percorsi che rendano i giovani protagonisti attivi della vita comunitaria: solo così potrà maturare un avvicinamento autentico alla fede.

L’incontro con i gruppi parrocchiali: cercare insieme incoraggiamento e direzione

A seguire, ha incontrato i diversi gruppi parrocchiali: catechisti, ministranti, coro, gruppi di preghiera e del decoro. Ogni gruppo ha portato la propria storia, le proprie fatiche e le proprie speranze, cercando nel dialogo con il Pastore un incoraggiamento per continuare il cammino. Mons. Carboni ha ascoltato con attenzione, valorizzando il servizio di ciascuno e invitando tutti a non scoraggiarsi: la comunità cresce quando ogni carisma trova spazio e nessuno si sente inutile o solo.

La catechesi su San Pietro: fragilità che diventano forza

Tra i momenti più significativi, la catechesi dedicata a San Pietro, patrono di Nurallao, ha offerto una profonda riflessione sulla fragilità umana. L’Arcivescovo ha ripercorso la vita dell’Apostolo, mettendo in luce impulsività, dubbi e rinnegamento, ma anche la sua straordinaria capacità di rialzarsi e ricominciare. Il confronto con San Paolo ha arricchito ulteriormente la meditazione: due uomini diversissimi, due storie segnate da limiti e cadute, ma unite da una fede che spinge a superare gli ostacoli. Un messaggio potente: la santità non è perfezione, ma fiducia e perseveranza.

La scuola al centro della comunità

La settimana si è aperta con la visita alla scuola di Nurallao, dove alunni e docenti hanno accolto l’Arcivescovo con canti, riflessioni e grande entusiasmo. La mattinata si è conclusa con la rappresentazione teatrale Il Maestro, dedicata a figure emblematiche della cultura e dei diritti umani.

L’incontro con le istituzioni: uno sguardo sul futuro del paese

Giovedì 4 giugno il Mons. Carboni ha visitato la Casa Municipale, incontrando il Sindaco, il Consiglio Comunale e i dipendenti dell’Ente. Il dialogo ha toccato temi cruciali per il presente e il futuro di Nurallao:

  • spopolamento;
  • esigenze della popolazione anziana;
  • opportunità per i giovani;
  • criticità della sanità sarda.

È stata ribadita l’importanza della collaborazione tra Comune e Parrocchia, considerata decisiva per affrontare insieme le sfide della comunità. A ricordo dell’incontro, l’Amministrazione ha donato a mons. Carboni un volume sul patrimonio archeologico di Nurallao e un cesto di prodotti tipici.

Un incontro speciale con i bambini del catechismo

Tra i momenti più vivaci, l’incontro con i bambini del catechismo ha mostrato il Pastore diocesano nella sua dimensione più autentica e vicina. L’idea dei catechisti era semplice ma audace: far capire ai più piccoli che il Vescovo non è un’entità lontana o una figura misteriosa da vedere solo sull’altare, ma una persona vera, accogliente e sorprendentemente vicina, quasi un Vescovo in versione 2.0. E come farlo, se non attraverso il linguaggio universale dei bambini? Il gioco!

Tra sfide, dinamiche di gruppo e risate, ogni distanza si è annullata in un attimo. La cosa più bella è che il Vescovo ha colto subito lo spirito del pomeriggio: non solo si è prestato al gioco con entusiasmo, ma ha anche ribaltato gli schemi, scegliendo di raccontarsi e condividere con i bambini un pezzetto della sua storia personale. Ha portato con sé alcuni simboli del suo vissuto, oggetti semplici che parlavano di chi era prima di diventare Vescovo e di ciò che lo appassionava alla loro età. Con grande semplicità, il nostro Vescovo ha ricordato che la fede nasce da relazioni autentiche. E i bambini, quel giorno, hanno scoperto in lui non solo un pastore, ma un amico accessibile e vero.

L’attenzione agli anziani e ai malati: il cuore della Visita

Due momenti significativi sono stati dedicati a coloro che vivono la sofferenza della malattia e della fragilità, manifestando concretamente la vicinanza della Chiesa a chi attraversa situazioni di difficoltà. Il primo appuntamento si è svolto lunedì sera nella chiesa parrocchiale, dove numerosi fedeli hanno ricevuto il sacramento dell’Unzione degli Infermi. La partecipazione, superiore alle aspettative, ha rivelato il profondo desiderio dei malati di vivere questo momento di grazia e di comunione ecclesiale. Durante la celebrazione, il Vescovo, con parole semplici e profonde, ha voluto superare l’idea di un rito triste legato agli ultimi istanti di vita, aiutandoci a riscoprire la vera bellezza di questo dono. Ha illustrato il significato del sacramento, sottolineandone il valore di conforto spirituale, di sostegno nella prova e di unione con Cristo sofferente. Le sue parole sono state un incoraggiamento per i malati e un segno di riconoscenza e vicinanza per quanti quotidianamente se ne prendono cura. Non potendo trascurare coloro che sono impossibilitati a lasciare la propria abitazione, nella mattinata di venerdì mons. Carboni, accompagnato da don Patricio, ha fatto visita ad alcuni malati nelle loro case, portando loro la sua benedizione, una parola di speranza e la vicinanza dell’intera comunità cristiana. Attraverso questi incontri, la parte più fragile e sofferente della comunità di Nurallao ha potuto sperimentare concretamente la presenza della Chiesa e il conforto delle parole del proprio Pastore, vivendo momenti di intensa fede e profonda consolazione.

L’assemblea parrocchiale: un dialogo sincero e coraggioso

Venerdì sera si è svolta l’assemblea parrocchiale, un momento di confronto aperto e sincero. I parrocchiani hanno espresso:

  • paure per il futuro della comunità;
  • speranze per una Chiesa più viva e partecipata;
  • perplessità e domande sulla vita pastorale;
  • desideri di rinnovamento e collaborazione.

Mons. Carboni ha ascoltato senza fretta, offrendo risposte chiare e incoraggianti. Molti hanno apprezzato anche la sua disponibilità all’ascolto personale e alle confessioni, occasione di pace e riconciliazione.

La Veglia di Preghiera: una luce che ci illumina

Tra i momenti più intensi, la Veglia di Preghiera. Celebrata in un clima di silenzio e raccoglimento, ha riunito giovani, adulti, famiglie e anziani, offrendo a tutti un tempo di ascolto e di fraternità. I canti meditativi, le letture bibliche e i silenzi hanno aiutato la comunità a riscoprire la bellezza dell’ascolto e della disponibilità interiore. Il riferimento a don Tonino Bello, profeta della pace e del servizio, ha orientato la preghiera verso uno stile di Chiesa che si china sulle fragilità. Alcuni simboli, il Vangelo, una brocca, un asciugamano, il fuoco e il Cero pasquale, hanno reso visibile il desiderio di una comunità che vuole imparare da Gesù la via dell’umiltà. Una veglia che ha acceso una luce capace di illuminare la notte delle fatiche quotidiane.

Il Consiglio per gli Affari Economici e la celebrazione conclusiva

Sabato pomeriggio il Vescovo ha incontrato il Consiglio per gli Affari Economici, approfondendo la situazione delle strutture parrocchiali e le prospettive future in un dialogo sereno e costruttivo. La Visita si è conclusa con la celebrazione eucaristica, durante la quale tre bambini hanno consegnato a mons. Carboni un’icona del Buon Pastore, dipinta a mano, con inciso il suo motto episcopale «Per caritatem servite invicem». Un gesto semplice e commovente, che ha unito la tenerezza dei più piccoli alla riconoscenza dell’intero paese. A seguire, un momento conviviale ha riunito la comunità in un clima di festa e familiarità. Ancora una volta, il Vescovo ha mostrato umiltà e affabilità, intrattenendosi con tutti e rendendo evidente quanto la sua presenza fosse un dono prezioso.

Un tempo di grazia che lascia un segno

La Visita Pastorale si è conclusa in un clima di gratitudine e speranza. La comunità ha percepito la presenza del Vescovo come un invito a rinnovare il proprio impegno e a lasciarsi guidare dallo Spirito, che, come ricorda san Paolo, «abita in noi ed è capace di rinnovare tutto». Una settimana che non ha lasciato nulla di anonimo: ogni incontro, ogni parola, ogni gesto ha illuminato la vita della comunità, ricordando che la Chiesa cresce nei luoghi abitati, nella concretezza delle relazioni, nella vicinanza e nell’ascolto reciproco. Nurallao riparte da qui: da un cammino condiviso, da una fede che si fa dialogo, da una comunità che vuole continuare a crescere insieme.


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