Visita alla parrocchia del Sacro Cuore di Cabras: cronaca e foto

La Visita Pastorale dell’arcivescovo Roberto è proseguita a Cabras nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in un clima di festa e di gratitudine.

Sabato 17 gennaio, le campane e la processione d’ingresso hanno accolto il Pastore tra i fedeli, mentre il canto Ecce Sacerdos Magnus accompagnava il suo ingresso in chiesa. Nei saluti iniziali, il sindaco Andrea Abis ha ricordato la collaborazione tra Comune e Arcidiocesi; Corrado Signorato, della Confraternita del Sacro Cuore ha auspicato che la Visita sostenga un rinnovato entusiasmo, rinvigorisca lo spirito missionario della comunità parrocchiale, favorisca occasioni per rendere la fede operosa; il parroco, mons. Giuseppe Sanna, accompagnato da don Giulio Esu, fondatore della parrocchia, ha annunciato il dono di un nuovo pastorale, segno di affetto e di riconoscenza delle parrocchie di Cabras e di Solanas.

Nell’omelia, l’Arcivescovo ha richiamato il tema guida della Visita: Oggi devo fermarmi a casa tua (Lc 19,5). Ha meditato sul devo di Gesù, che non è costrizione ma desiderio di incontro; e sulla figura di Zaccheo, che cerca, accoglie e si converte. Una parola che interpella la comunità: lasciarsi visitare dal Signore per diventare testimoni credibili. All’Oratorio, l’accoglienza è stata travolgente: canti, balli, auguri di buon compleanno per il parroco e una gioia contagiosa. L’Arcivescovo ha dialogato con i bambini con semplicità, ricevendo abbracci e sorrisi. Un momento che ha mostrato quanto la pastorale giovanile sia un luogo privilegiato di incontro e di speranza, come sintetizzato nel canto animato l’oratorio siamo noi (testo, musica e coreografia di Silvana Cordaro, animatrice dell’oratorio cabrarese).

Martedì 20 gennaio, l’Arcivescovo ha incontrato il mondo del lavoro di Cabras e Solanas: agricoltori, pescatori, artigiani, operatori del turismo e del commercio. Ha ascoltato con attenzione le difficoltà: la scarsa disponibilità dei giovani, la fatica di trovare manodopera, il cambiamento culturale che incide sull’apprendistato. Ha posto domande precise: Quale educazione al lavoro stiamo trasmettendo? Quali enti sostengono il vostro impegno? E ha chiesto se esistano circoli virtuosi. La risposta è arrivata dall’esperienza della cooperativa archeologica, dove diversi tirocini sono diventati assunzioni. Porterò nelle sedi istituzionali ciò che ho ascoltato – ha assicurato – per dare voce a esigenze reali.

La Visita è proseguita, giovedì 22 gennaio, con l’incontro dei Consigli per gli Affari economici e del Consiglio pastorale interparrocchiale. Mons. Carboni ha richiamato la necessità di trasparenza: È opportuno pubblicizzare i bilanci, come facciamo in Arcidiocesi con l’8xmille. Ha ricordato che la gestione dei beni deve seguire la diligenza del buon padre di famiglia: ogni spesa deve avere un significato pastorale; ogni alienazione richiede procedure chiare; gli investimenti devono essere etici, escludendo totalmente le aziende che producono armi. Ai membri del Consiglio pastorale ha chiesto di elaborare un programma che individui priorità reali: ha fatto diversi esempi come la formazione dei catechisti e degli animatori, la ricerca di percorsi comuni pastorali tra le due parrocchie, la cura degli ambienti, il riscaldamento e il raffrescamento della chiesa. E ha ribadito un principio fondamentale: Il parroco non è e non deve essere un uomo solo al comando; la corresponsabilità è la via per una comunità adulta e missionaria.

Venerdì 23, mattinata dedicata all’ascolto individuale dei fedeli. Nel pomeriggio, durante la Messa, l’istituzione di quattordici (11 laici e tre religiose) Ministri straordinari della Comunione. Una prassi risalente alle origini cristiane, quando si celebrava l’Eucaristia nelle case, spiega l’Arcivescovo, che coinvolgeva principalmente i laici. Per questo, quando portate il dono della Parola e della Comunione, portate anche la vostra storia di uomini e di donne e, come mandati dalla Comunità, parole di conforto, di sostegno e di speranza.

La Visita al Sacro Cuore ha mostrato un Pastore che ascolta prima di parlare, che accompagna prima di correggere. Durante la Visita, commenta il parroco mons. Sanna, ho sperimentato la serena paternità dell’Arcivescovo e la sua accogliente vicinanza alle persone.

Sandro Sanna, pubblicato su L’ARBORENSE N.3 del 1° febbraio 2026