Dopo le ultime edizioni vissute a Uras nel 2024 e nella Basilica del Rimedio lo scorso anno, la Giornata Mondiale del Malato, proposta in maniera interdiocesana, quest’anno sarà accolta, mercoledì 11 febbraio 2026, dalla parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino a San Gavino Monreale dove, alle ore 16, verrà celebrata la Santa Messa. Siamo tutti invitati a partecipare.
Papa Leone ha voluto che nell’immagine della giornata ci fosse il buon Samaritano, chiedendo di avere una particolare predisposizione all’atteggiamento della compassione che, più che un sentimento, è l’amore capace di portare il peso dell’altro.
Possiamo indicare tre momenti: il primo è abitare il tempo, il Samaritano si ferma e lascia che l’altro entri nel suo tempo. Oggi siamo sempre in viaggio, sempre di fretta con la paura di perdere tempo e non ci accorgiamo che stiamo perdendo, invece, umanità.
Il secondo passo è lasciarsi toccare dal dolore: accettare questo significa accorgersi che la compassione è un farsi prossimi. La prossimità ci permette di comprendere che non ci si salva da soli ma abbiamo bisogno dei nostri fratelli.
Nel terzo momento occorre allargare il cuore: il locandiere diventa complice del Samaritano nella cura del mal capitato, paga perché se ne prenda cura.
Questa immagine richiama al preciso impegno di ogni comunità cristiana chiamata a diventare il luogo in cui ci si ferma, si mettono le mani nelle ferite degli uomini, si diventa prossimi vincendo le paure dell’egoismo e si fa comunione per diventare la locanda del Vangelo, dove ogni uomo ritrova la salute dello spirito, la pace dell’anima e la serenità del cuore.
Giorgio Lisci, delegato pastorale sanitaria


