Dal 1° al 21 marzo le parrocchie di Siamaggiore, Pardu Nou, Nuraxinieddu e Massama hanno accolto l’Arcivescovo, mons. Roberto Carboni, giunto per la Visita Pastorale: un’occasione per le comunità di incontrare il loro pastore e vivere con lui momenti di preghiera, ascolto reciproco e condivisione.
Dal 1° al 3 marzo l’Arcivescovo ha visitato la parrocchia di Siamaggiore: dopo la Santa Messa solenne di apertura, si è svolta l’assemblea con il Consiglio pastorale interparrocchiale, le confraternite e i gruppi parrocchiali di tutte le comunità guidate dal parroco don Alejandro Garcia, che ha illustrato la realtà esistente e le attività svolte. Presenti anche alcune associazioni che operano nel territorio: tra queste, il Junco che si occupa di attività culturali legate al folklore e il Comitato per la rinascita di Pardu Nou che quest’anno, oltre a organizzare i festeggiamenti per la patrona, Santa Maria, si sta occupando anche dei preparativi per il 70° anniversario della fondazione della borgata a seguito delle opere di riforma agraria dell’ETFAS. Il giorno seguente, durante l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’Arcivescovo si è reso disponibile per le confessioni e i colloqui personali; al pomeriggio ha incontrato le catechiste e i bambini del catechismo di tutte e quattro le comunità: i piccoli hanno rivolto tante domande all’Arcivescovo che non solo ha risposto alle loro curiosità ma ha potuto offrire loro un messaggio di speranza e di pace riguardo ciò che sta accadendo nel mondo. La giornata è terminata con la Santa Messa. Martedì 3 marzo, ultimo giorno di visita a Siamaggiore, la mattina l’Arcivescovo ha incontrato le autorità civili di Siamaggiore e Pardu Nou, mentre al pomeriggio, dopo aver incontrato alcuni anziani e malati, ha fatto visita al cimitero per un momento di preghiera in suffragio dei defunti.
Il 6 e il 7 marzo, l’Arcivescovo ha incontrato la comunità di Pardu Nou: la mattina, un momento di adorazione eucaristica e di colloquio con i fedeli; nel pomeriggio, la Via Crucis meditata con i bambini che si stanno preparando alla Prima Comunione. Il giorno seguente, la mattina, l’Arcivescovo ha visitato alcuni parrocchiani anziani e malati; la sera ha celebrato la Santa Messa, con l’unzione dei malati, a conclusione della visita.
L’8, 9 e 12 marzo, ad accogliere l’Arcivescovo è stata la comunità di Nuraxinieddu. La Visita Pastorale si è svolta nelle stesse modalità delle precedenti: il momento di adorazione eucaristica, le confessioni e i colloqui privati con i fedeli, la preghiera in suffragio dei defunti in cimitero e la visita ad alcuni malati e anziani. Così come è stata aperta, la visita si è conclusa con la Santa Messa. Durante la visita a Nuraxinieddu, l’Arcivescovo ha incontrato anche le suore del Sacro Costato e con loro ha celebrato la Santa Messa.
La Visita Pastorale a Massama ha avuto inizio il 19 marzo, solennità di San Giuseppe con la Santa Messa a cui è seguito un momento di convivialità, organizzato dai gruppi parrocchiali, durante il quale l’Arcivescovo ha avuto modo di soffermarsi con i parrocchiani. Venerdì mattina, il consueto momento di adorazione eucaristica durante il quale la gente ha potuto accostarsi al sacramento della confessione e dialogare privatamente con l’Arcivescovo. Il pomeriggio, dopo la Via Crucis guidata dalle meditazioni di mons. Tonino Bello, la visita agli anziani e ai malati. Sabato, giorno conclusivo della Visita Pastorale, la mattina un momento di preghiera di suffragio in cimitero; il pomeriggio, la Santa Messa solenne con l’unzione degli infermi e degli anziani.
Durante l’omelia, ripensando a come le quattro comunità lo hanno accolto, l’Arcivescovo ha detto: Cosa porto via da questi giorni di visita? Queste sono comunità non tanto grandi ma che hanno una loro personalità spirituale, comunità che vogliono camminare e crescere non facendo cose straordinarie; porto via l’incontro con comunità che vivono la fede nella quotidianità. Ascoltando le vostre storie, i racconti della vita di famiglia, della malattia, ho notato il desiderio di vivere la propria fede nel contesto familiare. Credo che questo voglia dire essere cristiano: non fare cose nuove ed eclatanti ma vivere la fede nella quotidianità. Sono qui per incoraggiarvi, perché ognuno prosegua nel suo cammino di fede; abbiamo bisogno di cristiani, uomini e donne, che vivono la propria fede così come fate voi.
Tra i doni fatti all’Arcivescovo anche una piccola statua della Madonna della Carità che è la patrona di Cuba, nazione di cui è originario don Alejandro ma anche luogo in cui l’Arcivescovo è stato per tanti anni in missione: un modo per ricordare le quattro comunità ma anche per ricordare lo spirito di missione con cui continuare a vivere la Visita pastorale nelle comunità arborensi. La Visita è stata così come l’avevamo preparata e pensata, ha commentato don Alejandro al termine della Visita pastorale alle sue comunità. Ci aspettavamo che l’Arcivescovo ci dedicasse un tempo di ascolto prolungato e lo ha fatto con generosità. Ha dialogato coi gruppi, è entrato nelle case visitando i malati e le loro famiglie ascoltandoli con attenzione, ha chiacchierato coi bambini, ha incontrato le Istituzioni. Le persone hanno raccontato le loro fatiche e, in un certo senso hanno potuto anche condividere la loro situazione di periferia, dicendo quello che non va, che a volte si sentono abbandonate per il fatto di essere piccole realtà, specialmente le frazioni. È stata una bella esperienza, impegnativa, ma tutti hanno fatto del proprio meglio per far sì che l’Arcivescovo si sentisse accolto: in lui hanno davvero visto il Signore che veniva a visitarli nelle loro case. Il fatto che la Visita sia stata fatta durante il periodo di Quaresima, legato anche al tempo delle Quarant’ore, alla preparazione della Settimana Santa, ci ha aiutato ancora di più a prepararci nel miglior modo possibile alla Pasqua.
Pagina a cura di Rita Valentina Erdas e Franca Firinu, pubblicata su L’ARBORENSE n. 10 del 22 marzo 2026
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