Vicariato Urbano: il 25 marzo sarà istituito ufficialmente un gruppo di lettori

Mercoledì 25 marzo, Annunciazione del Signore, in Cattedrale sarà istituito un gruppo di lettori del Vicariato Urbano. La Messa, che avrà inizio alle 17, sarà presieduta da mons. Roberto Caria, Vicario Generale dell’Arcidiocesi.


Un approfondimento sul significato del Ministero del lettore a cura del Delegato diocesano per i Ministeri laicali, mons. Antonino Zedda. 

La Riforma del ministero del Lettorato, dell’Accolitato e del Catechista, voluta da papa Francesco con la Lettera Apostolica, in forma di motu proprio, intitolata Spiritus Domini del 10 gennaio 2021, ha modificato le norme emanate da papa Paolo VI e rese definitive nel Codice di Diritto Canonico (canone 230 § 1): una variazione che ha sostanzialmente aperto questo ministero, istituito in modo stabile, anche alle donne. In maniera molto sintetica si potrebbero elencare i punti chiave del cambiamento.

Primo punto è quello dell’Apertura alle donne: la principale novità è la rimozione della restrizione di sesso maschile. Le donne possono ora essere istituite lettrici (e accolite) con un mandato ufficiale e stabile, non più solo in forma transitoria o di fatto.

Un secondo punto afferma che il ministero si fonda sul sacramento del Battesimo: papa Francesco ha superato la riserva di conferire tali ministeri ai soli uomini, basandosi sul fatto che i ministeri laicali si fondano sul Battesimo e non sull’Ordine sacro.

Terzo punto del cambiamento è il Ministero istituito, non solo di fatto: molte donne già leggevano in chiesa, ma ora possono ricevere il mandato istituzionale attraverso un atto liturgico del Vescovo o di un suo delegato. Questo riconosce un servizio stabile all’interno del popolo santo di Dio, distinguendolo così dall’improvvisazione e dandogli una forma istituzionalizzato.

Un quarto punto riguarda il Ruolo non solo liturgico: la lettrice e il lettore istituito non si limitano a proclamare le letture durante la Messa (tranne il Vangelo) ma devono, in qualche modo, avere con esse familiarità, cioè deve conoscere bene la Parola di Dio, prepararsi tecnicamente con una lettura mai stentata o teatrale ma certamente enfatica e solenne che stimoli e accompagni l’ascolto dei singoli fedeli e dell’assemblea intera. Il Lettore è istituito per un tempo determinato, che il vescovo o la Conferenza Episcopale tendono a definire in tre anni, rinnovabili per altri trienni; è incaricato, inoltre, anche di curare la formazione dei fedeli alla comprensione della Parola di Dio, educando alla fede bambini, ragazzi e adulti, e a proclamare la Parola nel contesto liturgico parrocchiale e diocesano.

Un ulteriore aspetto di questo cambiamento è la corresponsabilità: la riforma di papa Francesco mirava a valorizzare la presenza dei laici (uomini e donne) e a promuovere una maggiore corresponsabilità nella Chiesa. C’è poi una grande differenza tra lettore di fatto e istituito: mentre se uno che ha i requisiti minimi (formativi, spirituali e tecnici) è ritenuto dal parroco idoneo a proclamare le letture, il lettore istituito ha ricevuto un discernimento e una formazione ad hoc che lo abilita a ricevere un incarico stabile da parte del Vescovo, spesso dopo un percorso di formazione, venendo consacrato a un ministero specifico che lo abilita a un vero e proprio servizio alla Parola e all’Assemblea parrocchiale, diocesana e dunque universale.

Infine, un ultimo rilevante punto, per quanto riguarda l’omelia, la riforma di papa Francesco non apporta alcuna modifica liturgica né pastorale: essa rimane riservata ai soli ministeri ordinati; valorizza e dà slancio al ruolo del lettore nella sola proclamazione della Parola nella Messa, e nella liturgia delle Ore e nelle altre azioni liturgiche proprie.

Il 25 marzo sarà per l’Arcidiocesi una giornata storica: a nome dell’Arcivescovo, il Vicario Generale scriverà una pagina ecclesiale e ministeriale nuova piena di speranza e di profezia.  la chiesa affidata non solo al ministero presbiterale ma anche a quello laicale di uomini e donne che si mettono a disposizione del progetto di Dio per una Chiesa tutta ministeriale.

Il Delegato Arcivescovile