Referente Diocesano

Dott. Don Paolo Baroli
Presbitero e psicologo, è docente presso l’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana e membro del Servizio Regionale della Conferenza Episcopale Sarda per la Tutela dei Minori e degli Adulti Vulnerabili. Nel 2024 ha pubblicato per le Edizioni San Paolo il saggio “Mostri o Nostri? La prevenzione degli abusi e il trattamento dei rei: una sfida per la Chiesa”.
E-mail: tutelaminori@chiesadioristano.it

Il/la Referente Diocesano, oltre a quelli eventualmente conferiti con atto specifico dall’Arcivescovo, ha i seguenti compiti:
  • operare in stretta collaborazione con l’Ordinario Diocesano nell’adempimento delle sue responsabilità pastorali in materia di tutela dei minori e degli adulti vulnerabili;
  • fare da riferimento locale al SRTM e al SNTM;
  • rappresentare il SDTM e curare i rapporti con le istituzioni e le associazioni presenti e operanti nel territorio diocesano impegnate nella tutela dei minori, promuovendo una rete di prevenzione che coinvolga l’intera comunità civile ed ecclesiale;
  • convocare periodicamente il SDTM e presiederne le riunioni;
  • curare la formazione interna del SDTM e degli/delle Operatori/Operatrici del Centro di Ascolto, in collaborazione con il SRTM e il SNTM;
  • proporre, in collaborazione con i membri dell’Équipe del SDTM, iniziative formative volte a sensibilizzare in materia di tutela dei minori i seminaristi, il clero, i consacrati e le consacrate, i/le responsabili e gli/le operatori/operatrici degli uffici diocesani, i membri degli organismi di partecipazione ecclesiale, gli operatori e le operatrici pastorali, suggerendo misure di prevenzione degli abusi ed indicando le procedure corrette per la segnalazione di abusi o violenze commessi in ambito ecclesiale;
  • a fronte di segnalazioni, in sinergia con il Centro di Ascolto del SDTM, assistere e consigliare l’Arcivescovo collaborando, se richiesto, nell’ascolto e nell’accompagnamento delle vittime e nella gestione delle segnalazioni di abusi, proponendo interventi atti a rispondere ai bisogni delle vittime, dei familiari e delle comunità ecclesiali colpite;
  • collaborare con l’Arcivescovo nell’individuare, nei confronti delle persone responsabili di abusi commessi in ambito ecclesiale, misure idonee a prevenire la reiterazione del crimine e a favorire percorsi di giustizia riparativa, nel pieno rispetto delle sentenze emesse e delle pene irrogate dall’autorità giudiziaria canonica e civile;
  • presentare all’Ordinario Diocesano, al termine di ogni anno pastorale, una relazione sull’attività svolta dal SDTM.