Povertà e disuguaglianze al centro di un convegno promosso dalla Caritas diocesana

Raccontare le disuguaglianze oggi. È questo il tema del convegno organizzato dalla Caritas diocesana, in collaborazione con la Caritas regionale e il MEIC, il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, per il 14 marzo.

Nel Museo diocesano di Oristano (ingresso da via Cagliari 181), a partire dalle ore 10 si alterneranno alcune voci per sviluppare un tema molto importante: comprendere le disuguaglianze contemporanee non solo come fenomeno economico, ma come questione culturale, etica e spirituale, in cui si intrecciano povertà reale, modelli di consumo, responsabilità personale e visione comunitaria.

Ad aprire i lavori sarà mons. Maurizio Spanu, direttore della Caritas diocesana che, nei suoi saluti iniziali, introdurrà il tema con un intervento dal titolo Perché parlare di povertà e di poveri. A don Maurizio il compito di spiegare la necessità di oggi di riportare il tema della povertà al centro del discorso pubblico.

Sarà poi la volta di mons. Roberto Caria, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Oristano e professore Associato di Teologia Morale Sociale nella Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna: a lui il mandato di presentare l’Esortazione apostolica Dilexi Te di papa Leone XIV, con particolare focus sull’amore verso i poveri.

Il centro del convegno sarà la Presentazione del XX Report su povertà ed esclusione sociale della Delegazione regionale Caritas della Sardegna, a cura di Raffaele Callia, suo delegato regionale che porrà l’accento su fragilità vecchie e nuove in un’epoca di crescita delle disuguaglianze.

L’ultimo intervento, non meno importante, sarà quello di Luisanna Usai, presidente diocesana del MEIC che cercherà di aprire il tema a una dimensione propositiva come il costruire comunità più inclusive e solidali, il ruolo dei cittadini e delle istituzioni locali e nazionali.

L’incontro, aperto a tutti, sarà destinato in particolar modo agli operatori pastorali (Caritas, UPSL, MEIC, Pastorale della salute), agli operatori dei Servizi Sociali e della Salute Mentale, del SERD e del CSM. Faranno parte del pubblico anche alcune classi di Scuole secondarie di secondo grado di Oristano.