Giubileo 2025: chiuso in Arcidiocesi un Anno ricco di grazia e di eventi

Le quattro chiese giubilari hanno accolto centinai di fedeli e pellegrini

Concluso il Giubileo 2025

Si è concluso domenica 28 dicembre 2025, così come in tutte le Chiese particolari del mondo, il Giubileo ordinario 2025.

Anche l’Arcidiocesi di Oristano ha vissuto il suo momento conclusivo in Cattedrale a Oristano con la solenne Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Roberto Carboni, Arcivescovo Metropolita.


L’Apertura dell’Anno Santo 

L’Anno Santo era iniziato in Arcidiocesi il 29 dicembre 2024, nella solennità della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, secondo le indicazioni della Bolla papale Spes non confundit che aveva disposto che per quella data, in tutte le Cattedrali, i Vescovi celebrassero la Santa Eucarestia come solenne apertura dell’anno giubilare.

La collectio (il raduno del popolo di Dio) si è tenuta nella chiesa di San Francesco da cui si è partiti in pellegrinaggio verso la Cattedrale dove l’Arcivescovo Metropolita mons. Roberto Carboni ha presieduto la solenne concelebrazione.

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Gli eventi diocesani

nelle quattro chiese giubilari dell’Arcidiocesi: l’elenco e le rispettive cronache pubblicate su L’ARBORENSE, il settimanale d’informazione dell’Arcidiocesi di Oristano

Cattedrale di Oristano: il commento del parroco, mons. Alessandro Floris 

Resterà per me indimenticabile l’apertura dell’Anno Santo in Arcidiocesi, vissuta in Cattedrale: un evento non solo importantissimo, ma eccezionale per quanto è stato partecipato. Non vedevo così tantissima gente, da tutta l’Arcidiocesi, non so da quanto tempo: sono venuti da ogni parte, è stato un segno bello di Chiesa e diocesanità. È stato un anno di grazia, quello che stiamo per chiudere, caratterizzato da momenti solenni di Chiesa e tempi personali di conversione. Per quanto riguarda la Cattedrale, sono stati ospitati eventi certamente solenni ma vissuti in semplicità: occasioni di incontro e di fraternità. Quando ci siamo incontrati con gli altri sacerdoti delle chiese diocesane giubilari, ci siamo dati diversi impegni per accogliere eventi e proporre iniziative: ripensando a quello che è stato l’Anno Santo che stiamo per chiudere mi sarebbe piaciuto fare qualcosa con il mondo della Scuola. C’era l’idea di coinvolgere i Dirigenti scolastici per poter celebrare il Giubileo con gli studenti ma non sono riuscito: un po’ mi dispiace. Per quanto riguarda, invece, l’accoglienza delle singole persone mi è sembrato che la gente abbia approfittato di questo tempo giubilare per riavvicinarsi alle celebrazioni e alla preghiera. In particolare, mi ha colpito molto il periodo estivo che solitamente non vede tanto affollamento in Cattedrale: eppure, grazie ai tantissimi turisti presenti in città, ho visto come la nostra Cattedrale sia stata davvero un riferimento per molte persone. Devo dire, però, che ho notato ancora una certa resistenza al Sacramento della Riconciliazione nonostante questo fosse uno tra i requisiti principali per vivere al meglio il Giubileo. Le persone continuano a fare fatica ad accostarsi a questo Sacramento, una difficoltà che ci stiamo portando avanti da un po’ di tempo a questa parte e che neanche l’Anno Santo sembra aver guarito. Cosa resterà di questo Giubileo? La sua proposta di fondo: che c’è sempre tempo per riavvicinarsi al Signore e vivere in profondità la fede.

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Basilica del Rimedio: il commento del Rettore, mons. Gianfranco Murru

È stato un anno intenso quello vissuto nella Basilica del Rimedio. Tanti momenti giubilari: è difficile diversificare gli eventi, individuarne uno più bello dell’altro. Tutti, a modo loro, sono stati preziosi, significativi, importanti: ciascuno ha raccontato e narrato la propria specificità, regalando intensità e, a tratti, commozione. Io stesso li ho vissuti tutti in maniera diversa, nonostante fossero accomunati dal fatto che fossero momenti di Grazia inseriti nel contesto dell’Anno Santo. Sono felice per essere riuscito a realizzare tutti gli eventi in programma in Basilica: 21 momenti giubilari, a carattere diocesano, che hanno coinvolto tante categorie di persone. Ma è stato bello che siano arrivati moltissimi pellegrinaggi in Basilica, in rappresentanza dei Vicariati foranei, delle parrocchie e, persino da oltre la nostra Arcidiocesi. Anche la festa di Nostra Signora del Rimedio è stata particolarmente emozionante, vissuta in un clima di fede e di preghiera ancora più intenso perché inserita in un Anno di Grazia: preparata dalla novena, animata dalle parrocchie del Vicariato foraneo della Barbagia, la festa ha avuto un respiro di diocesanità e di Chiesa ancora più ampio. Ci sarà tempo di fare bilanci, ma sin d’ora posso dire che è stato un anno molto bello: arricchente è stato l’incontro con i tanti fedeli che hanno chiesto di vivere personalmente il Giubileo. Le confessioni sono sempre state garantite negli anni, quest’anno ho cercato di fare in modo che la Basilica del Rimedio fosse un punto di riferimento spirituale anche per le finalità giubilari. Credo che celebrare il Giubileo in Basilica, sia stato arricchito, nel suo cammino penitenziale e di conversione, da un tocco di spiritualità mariana molto significativo. Non posso che augurarmi che l’Anno Santo che andiamo a concludere possa portare davvero tanti frutti.

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Basilica di Bonarcado: il commento del parroco priore mons. Emanuele Lecca

I momenti in cui si è avuta più forte la percezione dell’Anno Santo a Bonarcado sono stati molteplici. Il primo nella celebrazione di apertura, lo scorso 12 gennaio. Una giornata climaticamente fredda ma molto calda dal punto di vista spirituale: tanti i fedeli che si sono riversati nella nostra Basilica dopo aver compiuto la processione penitenziale dalla chiesa di san Sebastiano e che, con fede e devozione, hanno pregato affidando la loro vita al Dio della speranza che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede. Anche io, da priore-parroco che ha officiato la concelebrazione, ho vissuto il momento con grande trasporto ed emozione sicuramente per la novità di questo dono che mai avrei immaginato di ricevere e, forse, per la stessa unicità del momento. Questo Anno Santo è stato un tempo, dunque, per rimettere al centro, attraverso la virtù teologale della Speranza, il rapporto col Signore nella certezza che il nostro merito è molto piccolo ed è la grazia che fa tutto. Non posso dire se il popolo di Dio abbia approfittato in pienezza dell’Anno Santo. Certamente posso dire che ho potuto incontrare tanti volti di pellegrini durante tutto il corso dell’anno. Sono stati infatti numerosi i gruppi, spesso accompagnati dai loro parroci o assistenti di movimenti ecclesiali, che hanno avuto come meta di pellegrinaggio da tutta la Sardegna, la nostra Basilica giubilare. Ho cercato, nei limiti delle possibilità, di assicurare la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione, condizione necessaria per poter lucrare l’indulgenza e in tanti hanno approfittato di questa grazia spirituale. Tanti, che da diverso tempo non si accostavano al Sacramento, in questo luogo hanno di nuovo sperimentato il perdono del Signore. Certo, il mio auspicio e consiglio è sempre stato quello di non vedere questo tempo di grazia come i saldi di fine stagione ma il primo passo verso una rinnovata affezione alla vita della Chiesa attraverso la prassi sacramentale e il servizio. A Bonarcado, in quest’Anno giubilare abbiamo vissuto la grazia dell’ordinazione e della prima presidenza eucaristica di un nostro figlio che serve la Chiesa diocesana: don Marco Ruggiu. Anche questo è un frutto. Sarebbe stato bello che anche la comunità parrocchiale avesse partecipato di più alle celebrazioni giubilari per allargare il proprio orizzonte: confido che la grazia, nei tempi che il Seminatore ha stabilito e conosce, possa agire e risvegliare la nostra comunità dal torpore che la opprime.

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Santuario di Sant’Ignazio a Laconi: il commento del parroco padre Fabio Serra

Gli eventi giubilari che sono stati celebrati a Laconi, seppur diversi tra loro, sono stati tutti belli, significativi, importanti. Una novità per la nostra chiesa è stato l’incontro delle Forze dell’Ordine, venute a Laconi per celebrare il loro Giubileo. Erano presenti tante autorità civili e militari, tanti i soldati presenti. Al termine della celebrazione eucaristica, suggestiva ed emozionante è stata la cerimonia dell’alzabandiera, non solo un rituale militare ma, stavolta, anche occasione di preghiera, per la pace in particolare. Ma ancor più bello, per la sua testimonianza, è stato secondo me, il Giubileo dei Confratelli: vedere tante persone, tanti uomini che si sono radunati nello stesso posto per pregare, per poter celebrare insieme il Giubileo, per ringraziare il Signore e affidargli il loro servizio nelle comunità parrocchiali è stato molto arricchente. Mi piace ricordare che tra gli eventi in programma nella nostra chiesa c’era anche il Giubileo diocesano dei ministranti. Purtroppo è saltato per via del maltempo: si è deciso non di annullarlo ma di rinviarlo, non siamo riusciti a mantenere fede a questo proposito. È un rammarico grande. Il nostro Santuario di Laconi ha accolto tanti gruppi, diverse parrocchie, è sempre stato aperto tutto l’Anno Santo per celebrare il Sacramento della Riconciliazione. Quest’anno, in modo particolare, abbiamo avuto tanti pellegrini, giunti a Laconi non solo per onorare Sant’Ignazio, ma anche per celebrare il Giubileo. Molte persone hanno chiesto di potersi accostare al Sacramento della Riconciliazione, non solo nel periodo della festa di Sant’Ignazio, ma durante tutto il corso dell’anno giubilare. È stato bello poter sentire, tante volte, la richiesta: Padre, avrei bisogno di confessarmi perché desidero celebrare bene il Giubileo. Una richiesta molto ricorrente che toccava il cuore. Ora l’Anno santo si chiude ma c’è un’iniziativa che abbiamo pensato per quest’anno giubilare che intendiamo proseguire anche per l’anno prossimo: l’adorazione eucaristica la sera, alle 21. È stato un appuntamento molto partecipato, in una fascia oraria che favoriva tante persone, la porteremo certamente avanti al di là del Giubileo.

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