Venerdì 27 marzo, alle ore 17, con una solenne celebrazione presieduta da mons. Roberto Caria, Vicario Generale della nostra Arcidiocesi, riaprirà al culto, dopo quattro anni di lavori di restauro, la chiesa di San Giovanni Battista di Senis, molto cara alla comunità del piccolo centro dell’Alta Marmilla.
Si tratta di una giornata molto importante per tutta la comunità, un momento tanto atteso, ha scritto in una lettera alla popolazione don Giuseppe Musu, parroco di Senis dal 2017. Sarà restituito al culto dei fedeli un luogo caro per noi abitanti di Senis, un luogo ricco di storia, ricco di grande importanza religiosa, culturale. Ognuno custodisce un ricordo legato a questa antica chiesa che, secondo il parere degli esperti e secondo le poche notizie ritrovate è in stile tardo gotico sardo, risalente alla fine del 1500. Il restauro di una chiesa è sempre un evento che permette di ritornare al luogo sacro, dove il popolo di Dio si raduna per celebrare il Signore, Creatore e Salvatore.
Il parroco ha dunque spiegato alla sua comunità il fatto che in ogni chiesa ci sono dei luoghi che hanno un valore particolare per l’incontro con Dio: L’altare, sul quale si rende presente nei segni sacramentali il sacrificio della Croce, il centro dell’azione di grazia che si compie nell’Eucaristia. L’altro luogo liturgico rilevante è l’ambone, dal quale viene annunciata la Parola di Dio e ci ricorda quanto Essa sia importante nella vita della Chiesa. Infine la sede di chi presiede la celebrazione. L’importanza della sede non è data dalla funzione, ma dal motivo liturgico. Chi presiede lo fa a nome di Cristo, pur nella consapevolezza della fragilità della natura umana. Celebra in virtù del sacerdozio di Cristo di cui ogni presbitero viene reso partecipe dal giorno dell’ordinazione.
Poi da parte del pastore della comunità, l’invito ai suoi fedeli di riscoprire nella chiesa quel luogo in cui ritrovarsi come grande famiglia: Nella nostra epoca dove occorre ridare segni di
speranza cristiana, la chiesa è il luogo in cui ci ritroviamo nei momenti di gioia e di dolore, è il luogo dove ci sentiamo una grande famiglia. In questi giorni la nostra comunità parrocchiale si prepara alla Pasqua. Il Santo Padre, papa Leone XIV, nel messaggio per la Quaresima 2026 ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.
Infine, da parte di don Musu, particolari ringraziamenti: L’incontro sarà in particolare l’occasione per dire grazie a Dio prima di tutto e poi a coloro che hanno sostenuto il progetto di restauro. Per quest’opera dovrei ringraziare molti: Chi ha finanziato l’opera: la Cei con il contributo dell’8xmille, la Regione
Sarda e il Comune di Senis, i Sindaci e gli Amministratori che si sono succeduti in questi quattro anni, l’impresa esecutrice dei lavori, l’ufficio tecnico e per l’edilizia di culto della Curia Arcivescovile di Oristano. Non è stato semplice giungere a questa data anche a causa della pandemia e delle difficoltà burocratiche. In fondo riaprire una chiesa significa accogliere Dio in una casa tra le nostre case, accoglierlo nella nostra vita, metterlo al posto di onore nelle nostre famiglie e nel nostro paese.
Nelle immagini: in alto uno schizzo dei lavori di restauro della chiesa e del campanile; in basso, il Quadro delle Anime del Marghinotti restaurato grazie al contributo dei parrocchiani.

