La Visita ad Assolo: cronaca e foto

Domenica 26 aprile l’Arcivescovo Roberto ha iniziato la sua Visita Pastorale ad Assolo. L’Arcivescovo è stato accolto dal parroco don Nicola Pinna e da don Giovanni Usai, dal sindaco, e da numerosi fedeli. La Santa Messa, animata dal coro parrocchiale Santa Lucia, ha dato inizio alla Visita Pastorale: tre giorni ricchi di eventi per la comunità tra celebrazioni, visite ai malati, incontri e dialogo con i gruppi che operano nella parrocchia, inaugurazione e benedizione della statua della Madonna de su Montiserrau.

L’inizio della Visita è coinciso con la Liturgia del Buon Pastore e con l’immagine della porta con cui Gesù definisce sé stesso. A questa immagine l’Arcivescovo ha fatto riferimento nell’omelia per spiegare il senso della sua Visita: è importante accompagnare il Signore alla nostra porta, cosicché entri nella nostra vita, e se anche trovasse confusione possiamo essere sicuri che non si scandalizzerà, bensì ci aiuterà a mettere ordine. La Visita pastorale serve proprio a questo, a rivedere la propria interiorità e a domandarsi: se il Signore bussasse oggi potrei farlo entrare e fargli conoscere la mia esistenza? Una domanda che ci si potrebbe fare anche come comunità.

Le parole del Magnificat riassumono, invece, la seconda giornata della Vista pastorale ad Assolo. Lunedì 27 Aprile, dopo avere trascorso la mattinata in visita ai malati del paese, l’Arcivescovo nel pomeriggio ha celebrato in onore della Vergine Maria, la Madre di Dio. La partecipazione dei fedeli è raddoppiata in confronto al primo giorno: sono arrivati anche alcuni pellegrini dai paesi vicini. Si leggeva negli sguardi e nei visi di grandi e piccini, sentimenti di stupore, meraviglia e pace, una nuova aria di festa per il paese di Assolo. Durante l’omelia, l’Arcivescovo ha ripreso le parole del Magnificat, tutte le generazioni mi chiameranno Beata: una riflessione che ha toccato il cuore di tutti.

Dopo la celebrazione si è saliti in processione verso il colle di Santa Maria dove oggi sorge il salone parrocchiale, ormai decadente. Collocata in una nicchia all’esterno del salone, è stata presentata la statua della Madonna de Su Montiserrau, opera degli artisti Assolesi, Nicola e Giuseppe Corongiu. L’effigie è stata collocata in un punto da cui si domina il paese e la campagna circostante e dove, secoli addietro, doveva sorgere la chiesa parrocchiale di Santa Maria, che precedette l’attuale parrocchiale di San Sebastiano martire.

La cerimonia di inaugurazione è stata accompagnata da uno scrosciante applauso e da tante lacrime di commozione. Insieme si è recitata la preghiera di affidamento alla Madonna composta da don Nicola: De Assou sesi sa rosa, mamma de su montiserrau, allumia su coru istudau, de sa genti timorosa (Di Assolo sei la rosa, mamma de su montiserrau, accendi il cuore spento della gente impaurita). I ricordi della gente anziana che hanno vissuto gli anni della gioventù e gli sguardi curiosi e pieni di stupore dei ragazzi e dei bambini, hanno fatto da cornice a questo momento.

Per Assolo e gli assolesi, infatti, il colle di Santa Maria è stato importante per diverse generazioni. Era il punto di incontro, di condivisione e di festa della parrocchia. Oggi la comunità ha bisogno del salone parrocchiale più che mai. In un tempo caratterizzato dall’indifferenza, dall’egoismo e dalla solitudine, ecco che la statua della vergine accoglierà, guiderà e soccorrerà ogni suo figlio che alzerà lo sguardo con fiducia verso di lei.

All’Arcivescovo il ringraziamento della comunità per essere venuto a trovarci a casa nostra: dopo 700 anni ha benedetto e ridato inizio al culto della Vergine Maria, venerata ad Assolo con il titolo di Mamma de su Montiserrau. La serata è proseguita con un concerto del coro di Assolo e del coro di Albagiara, che si è svolto nella suggestiva cornice di Casa Fanari, nel cortile che ha annesso un piccolo anfiteatro, che ospita manifestazioni ed eventi musicali.

Al termine, l’Arcivescovo, ha condiviso un momento conviviale offerto dalla popolazione con don Nicola, don Giovanni, col sindaco e con tanti fedeli presenti.

A cura di Paola Frongia e Nicola Caria, pubblicato su L’Arborense N.17 del 10 maggio 2026


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