Prosegue la campagna 8xmille. In TV continuano a girare gli spot che invitano a vedere la firma tanto importante, anche oltre quello che si crede. Riguardo i fondi che ogni anno sono distribuiti nella nostra Arcidiocesi, di cui se ne pubblica rendiconto, ne abbiamo parlato con mons. Alessandro Floris, economo diocesano.
Una prima area di intervento è legata all’azione pastorale. Quali idee concrete sono sostenute dai fondi 8xmille della gente e quali sogni potrebbero invece costruirsi per la pastorale della nostra Chiesa diocesana?
In questi anni, i fondi che sono stati distribuiti hanno cercato di sostenere le iniziative, anche se poche, promosse soprattutto dagli Uffici diocesani impegnati nei vari ambiti. Uno sguardo più attento penso occorra darlo ai piccoli, ai giovani. Sta facendo i primi passi la nuova equipe diocesana di Pastorale Giovanile Vocazionale: credo sia importante sostenerne le iniziative che diventano momenti di aggregazione e socialità ma diventano anche opportunità per lavorare per le vocazioni, ambito in cui non bisogna smettere mai di seminare.
Il secondo ambito di intervento della destinazione dei fondi 8xmille sono gli interventi su edifici e strutture legate in particolar modo alle parrocchie: La Visita pastorale di questi mesi ha già aperto prospettive di necessità?
Da inizio anno, con i miei confratelli convisitatori, stiamo accompagnando la Visita pastorale con quella reale, ad res, alle cose. Mi sto rendendo conto che alcune strutture parrocchiali hanno bisogno di interventi. Diversi sono necessari perché si trascura anche l’ordinaria manutenzione e, quindi, non possiamo che invitare a stare più attenti nel gestire le strutture. Ma ci stiamo rendendo conto che, soprattutto nelle realtà più piccole, c’è tanta difficoltà a reperire risorse anche per piccoli interventi. Lì l’Arcidiocesi non può non farsi attenta a queste esigenze, anche se le richieste che stanno nascendo non sono poche. Fortunatamente stiamo incontrando tanta disponibilità da parte delle Amministrazioni comunali che si rendono disponibili a supportare le parrocchie: in questo senso i fondi 8xmille diventano anche un modo per creare comunità nella collaborazione reciproca.
Un terzo ambito è quello delle opere di carità? Verso dove stiamo andando, come Chiesa diocesana, in termini di accompagnamento delle fasce più fragili e povere delle nostre comunità?
Per quanto riguarda i fondi della carità, una quota importante dei fondi che ci vengono attribuiti sono affidati alla Caritas diocesana, che svolge un servizio di grande rilevanza anche nella gestione di questi fondi. Come Arcidiocesi, invece, tutti gli anni cerchiamo di distribuirli anche tra le parrocchie perché oggi in tutti i paesi, o almeno nella maggior parte, diverse famiglie hanno necessità di essere sostenute nella gestione dell’economia domestica: non arrivano a pagare bollette, qualcuna non arriva a fine mese per acquistare anche i beni di prima necessità. Questi fondi sono destinati proprio per i più bisognosi, è giusto che i fondi siano utilizzati anche con questo scopo, che è anche quello per cui la raccolta firme è nata. Mi piace evidenziare come anche l’Arcivescovo abbia un fondo destinato a questo scopo e con il quale si fa prossimo e attento a tante necessità.
Un’ultima domanda riguarda la comunicazione. Tra i fondi che l’Arcidiocesi destina ci sono quelli destinati anche alle comunicazioni sociali ambito in cui rientra anche il settimanale diocesano, L’Arborense, sostenuto con una quota importante: è una voce, quella della comunicazione, su cui vale la pena ancora investire?
Le spese e le necessità sono sempre di più, inutile negarlo. Però ritengo necessario sostenere oggi le comunicazioni sociali e, con esse, il nostro giornale, strumenti non solo per far conoscere la voce della Chiesa diocesana e dell’Arcivescovo ma anche per costruire comunità. Sino a oggi l’Arcidiocesi ha potuto sostenere il settimanale: continueremo a farlo finché le risorse ce lo consentiranno. Chiedere alle persone di firmare significa chiedere di sostenere anche il nostro progetto editoriale. Poi se dovessimo arrivare a un momento in cui non è più possibile, ecco che allora si dovrà rivedere la programmazione con progetti più sostenibili.
Dunque occorrerebbe sensibilizzare di più le comunità?
Assolutamente sì. È bene che si sappia che i soldi che arrivano sono destinati proprio per tante necessità, per opere di carità, per sistemare le chiese o le case parrocchiali, per sistemare strutture come i saloni che la gente stessa usa. È importante che tutte queste cose si sappiano e che se a volte i lavori non si fanno è perché le risorse non bastano per tutti e che si individuano delle priorità. Un piccolo aiuto potrebbe essere proprio quello di incentivare le persone alla firma dell’8xmille.
Ecco il quadro ufficiale della distribuzione dei fondi 8xmille nell’Arcidiocesi di Oristano presentato dall’Ufficio Economato e pubblicato sul numero 23 del settimanale diocesano L’Arborense:

