Una comunità chiamata a farsi tessitrice di comunione, dove ogni fedele rappresenta un filo unico, con la propria specificità e il proprio colore, ma tutti strettamente intrecciati per dare vita a un’opera meravigliosa. È questa la suggestiva ed evocativa metafora ecclesiologica che l’Arcivescovo ha consegnato alla comunità parrocchiale di Barumini durante la recente Visita Pastorale. Un invito forte a camminare insieme, a superare gli individualismi e a lavorare di concerto per l’edificazione del bene comune, che ha fatto da filo conduttore a tre intense giornate di grazia, incontro e preghiera.
La prima giornata si è aperta con la solenne celebrazione della Santa Messa mattutina, in cui l’Arcivescovo è stato calorosamente accolto dal parroco, mons. Ignazio Serra, e dai diversi componenti del Consiglio e della comunità parrocchiale. Il cuore pulsante della vita ecclesiale si è poi espresso nella serata, durante l’Assemblea parrocchiale. In un clima di ascolto e dialogo, i vari gruppi, le associazioni e i movimenti si sono presentati e raccontati al Pastore. Di fronte alle sfide e alle fatiche che il tempo presente impone, l’Arcivescovo ha offerto a ciascuno una parola di profondo incoraggiamento contro la paura, esortando la comunità a riscoprirsi come un’opera d’arte vivente, frutto di un armonioso e corale lavoro d’insieme.
Il secondo giorno è stato interamente contrassegnato dal segno della vicinanza e della carità evangelica. L’Arcivescovo ha voluto portare il suo saluto ai malati e agli anziani della locale Casa Integrata, celebrando la Santa Eucaristia per gli ospiti della struttura. È stato un momento di grande commozione: padre Roberto ha espresso parole di profondo conforto e prossimità verso la terza età, manifestando la gratitudine della Chiesa per quanto gli anziani hanno edificato e donato nel tempo a vantaggio delle proprie famiglie e del paese. Un vivo apprezzamento è stato rivolto anche al personale della struttura che, con amore e professionalità, si spende quotidianamente per il benessere degli ospiti, alla presenza della Presidente della Cooperativa Lago Nuraghe che ha accolto l’Arcivescovo. La giornata è poi proseguita all’insegna dell’ascolto nei colloqui personali e nelle confessioni, un momento di incontro faccia a faccia particolarmente gradito e partecipato dai fedeli.
La giornata di martedì è stata densa di appuntamenti istituzionali, culturali e spirituali. La mattinata è inizia alla Casa Comunale, dove l’Arcivescovo è stato ricevuto dal Sindaco Michele Zucca e dall’Amministrazione locale per un cordiale colloquio. Subito dopo, il pellegrinaggio ha toccato i luoghi storici della fede baruminese: la visita al convento e alla vicina chiesa di San Francesco, arricchita da una sosta fraterna nella casa delle suore. A seguire, si è tenuto l’importantissimo incontro con la Fondazione Barumini Sistema Cultura. Nel Centro Giovanni Lilliu, il Pastore è stato accolto dall’Assessore alla Cultura, Emanuele Lilio, insieme allo staff e agli operatori dell’ente, visitando un luogo d’eccellenza dove si promuovono la memoria e l’archeologia del territorio, custode del celebre sito UNESCO.
In serata, la Visita pastorale è giunta al suo culmine spirituale. La comunità si è stretta attorno all’Arcivescovo per un intenso momento di preghiera con l’adorazione eucaristica, seguito dalla sintesi comunitaria. Nel saluto finale, mons. Carboni ha rinnovato il mandato alla missionarietà, esortando tutti a riprendere in mano i fili del proprio impegno e ripetendo la consegna del primo giorno: essere un’unica opera d’arte ecclesiale realizzata insieme.
Ora che la Visita si è conclusa, per la comunità parrocchiale guidata da mons. Ignazio Serra si apre il tempo del cammino concreto: il momento di mettere a frutto gli orientamenti e gli indirizzi pastorali ricevuti, continuando a tessere, giorno dopo giorno, la tela viva della fede e della testimonianza.
Pubblicato su L’ARBORENSE n. 21/22 del 14 giugno 2026
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