Storia

Dati relativi alla diocesi: (anno 2017)

Superficie in Kmq: 3.112
Abitanti: 134.540
Parrocchie: 85
Sacerdoti secolari: 94
Sacerdoti regolari: 19
Diaconi permanenti: 4
Seminaristi teologi: 7

Notizie Storiche dell’Arcidiocesi Arborense

La provincia ecclesiastica arborense trae origine dal vescovado di Tharros.

La diocesi Tharrense parrebbe un’istituzione del periodo vandalico: il primo vescovo di Tharros attestato, infatti, è l’Johannes episcopus tarrensis destinatario di una epistula di San Fulgenzio, vescovo di Ruspe, esule in Sardegna a partire dal 507 fino al 523, pur non in continuità, per ordine del re vandalo Trasamondo. In questa lettera non pervenutaci il vescovo Fulgenzio interveniva sulla questione de malefico quodam iudici non tradendo, ossia sulla necessità che il vescovo per difendere la propria capacità giurisdizionale in campo spirituale non consenta la consegna del maleficus, lo stregone dedito a pratiche di magia nera, al giudice secolare. E’ difficile, tuttavia, stabilire se effettivamente il presule tharrense fosse già insignito del rango di metropolita all’atto della traslazione della cattedra da Tharros in Oristano, nel 1070, sulla sola testimonianza del vescovo cinquecentesco Fara, che parla del tarrensis et arborensis archiepiscopus. Tuttavia, secondo la ricostruzione di Raimondo Turtas, potrebbe raccordarsi cronologicamente la traslazione della sede vescovile tharrense in Oristano alla allora recentissima acquisizione dei diritti metropolitici da parte del presule di Tharros, nel quadro della creazione delle due nuove province ecclesiastiche sarde di Arborea e di Turris, ad opera del pontefice Alessandro II (1061-1073).
In effetti la prima menzione della sede episcopale oristanese appare nel privilegium del Pontefice Urbano II ( 1088-1099); segue nel 1118 il riferimento all’archiepiscopus di Oristano in una lettera di Guglielmo, arcivescovo di Cagliari, al papa Gelasio II, forse identificabile con l’ arcivescovo arborense Homodeus documentato per gli albori del XII secolo nel Condaghe (libro dei conti) di S. Maria di Bonarcado.
Nel 1131 è documentato, per la prima volta, l’archiepiscopus Arborensis Petrus e la sua cattedrale di Santa Maria in Oristano, una fabbrica romanica, a tre navate, arricchita di cappelle gotiche nel Trecento, e ricostruita quasi integralmente nel Settecento. La provincia ecclesiastica arborense ebbe come chiese suffraganee quella di Santa Giusta, l’altra di Usellus- Ales e la terza di Terralba. La diocesi Santagiustese fu unita nel 1503 alla chiesa arborense, allo stesso tempo dell’unione dei due vescovati di Usellus e Terralba. Alla arcidiocesi Arborense pertiene la chiesa forotraianense (Fordongianus), che espresse in età dioclezianea il martire Lussorio ed in un periodo incerto il presbitero Archelao martire, patrono della arcidiocesi. L’antico episcopato di Forum Traiani è documentato già nel 484 col vescovo Martiniano e successivamente tra VI e VII secolo dai vescovi Stefano, Vittore ed Elia.

Prof. Raimondo Zucca
(Professore Ordinario di Storia Romana presso l’Università degli Studi di Sassari)