Si terrà domenica 18 ottobre, a Oristano, il Convegno Diocesano dei Catechisti.
Abbiamo rivolto alcune domande a don Diego Tendas, direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, per conoscere meglio i dettagli della giornata.
Il Convegno che tipo di giornata propone?
Il Convegno diocesano dei catechisti vuole essere innanzitutto una giornata di formazione, pensata come un’occasione di crescita umana e teologica per tutti coloro che svolgono il servizio della catechesi nelle nostre comunità. Abbiamo cercato di immaginare una giornata che non fosse soltanto un momento di ascolto, ma un’esperienza da vivere insieme. Il programma prevede infatti due momenti formativi, nei quali sarà possibile approfondire il tema scelto, alternati a momenti di confronto e di condivisione in piccoli gruppi. Ci sarà anche un momento conviviale, con il pranzo organizzato dall’Ufficio Catechistico con la preziosa collaborazione del gruppo MASCI: anche questo, in fondo, è un modo per vivere la formazione, perché il servizio ecclesiale nasce e cresce anche dalla capacità di conoscersi, incontrarsi e camminare insieme. La giornata si concluderà con la celebrazione della Messa e con il rito del mandato ai catechisti. È un momento particolarmente significativo, perché ci ricorda che il servizio del catechista non è un’attività individuale, ma un ministero che si vive nella Chiesa e a nome della comunità. Ricevere il mandato significa sentirsi nuovamente inviati ad accompagnare bambini, ragazzi, giovani e adulti nell’incontro con il Signore.
Su quale tematica si ritroveranno a confrontarsi i catechisti? Perché è stato scelto proprio questo tema?
Quest’anno abbiamo scelto di dedicare la giornata alla formazione sui Vangeli, con particolare attenzione ai tre Vangeli sinottici: Matteo, Marco e Luca. L’obiettivo è aiutare i catechisti a crescere nella conoscenza di questi testi, che costituiscono un fondamento essenziale per conoscere e approfondire il mistero di Cristo. Per chi svolge il servizio della catechesi, infatti, conoscere la Sacra Scrittura non significa semplicemente possedere alcune informazioni in più. Significa imparare ad accostarsi alla Parola di Dio con maggiore consapevolezza, lasciandosi guidare da essa per poterla poi proporre agli altri. Non possiamo accompagnare le persone all’incontro con Gesù senza continuare, noi per primi, a conoscere sempre meglio il volto di Cristo che i Vangeli ci consegnano. La scelta del tema è legata anche a una coincidenza particolarmente significativa: il 18 ottobre, giorno nel quale si svolgerà il Convegno, la Chiesa celebra la festa di San Luca evangelista. Ci è sembrato quindi bello e significativo mettere al centro della nostra giornata proprio i Vangeli, quasi a lasciarci accompagnare dall’evangelista Luca nel nostro cammino di formazione.
Chi è il relatore? Come mai avete scelto proprio lui?
Il relatore sarà padre Pier Giacomo Zanetti, gesuita e professore di Sacra Scrittura nella Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. È una persona che conosciamo già e che abbiamo avuto modo di apprezzare in una precedente esperienza: aveva infatti guidato il ritiro spirituale rivolto ai catechisti e alle catechiste della nostra Arcidiocesi. Quella esperienza aveva suscitato un riscontro molto positivo. Padre Zanetti ha uno stile comunicativo particolarmente efficace: unisce una grande profondità biblica e teologica alla capacità di rendere accessibili anche contenuti complessi. Ma, soprattutto, riesce a parlare non soltanto alla mente, ma anche al cuore. Ci è sembrato quindi il relatore adatto per una giornata nella quale non vogliamo semplicemente studiare i Vangeli, ma riscoprire come la Parola possa continuare a interpellare la nostra vita e il nostro servizio. La formazione del catechista, infatti, non può essere soltanto acquisizione di competenze: deve contribuire a far crescere persone capaci di testimoniare ciò che hanno incontrato e vissuto.
Il Convegno avrà uno sviluppo durante l’anno? Sono previste attività diocesane o foraniali che daranno seguito a questa giornata?
Il Convegno non vuole essere un appuntamento isolato, ma inserirsi in un cammino più ampio di formazione dei catechisti. Sono già in cantiere alcuni percorsi formativi che si svolgeranno a Oristano e che affronteranno temi diversi, con l’obiettivo di favorire la crescita umana, culturale e teologica di coloro che prestano questo importante servizio nelle nostre parrocchie. Quest’anno, invece, non sono previsti specifici incontri foraniali. È una scelta che nasce anche dall’esperienza dello scorso anno: gli incontri organizzati nelle diverse zone dell’Arcidiocesi hanno registrato una partecipazione piuttosto limitata. Prima di riproporre le stesse modalità, riteniamo quindi importante fermarci a riflettere e individuare forme di proposta che possano essere realmente significative e sostenibili per i catechisti e per le comunità. C’è inoltre un altro percorso che stiamo valutando e che ci sta particolarmente a cuore. In collaborazione con l’Ufficio diocesano per i Ministeri Laicali, si sta pensando di proporre alcuni incontri formativi rivolti a quei catechisti che potranno essere preparati a ricevere il ministero istituito di catechista, secondo quanto previsto da papa Francesco. Si tratta di un passaggio importante, che richiede un’adeguata preparazione e che può aiutare tutta la comunità cristiana a riscoprire il valore e la responsabilità del servizio catechistico. In questo senso, il Convegno del 18 ottobre vuole essere solo una tappa di un cammino: un’occasione per fermarsi, ascoltare, approfondire, condividere e ripartire con maggiore consapevolezza e con il desiderio di continuare a mettere al centro del nostro servizio l’incontro con Cristo e la sua Parola.
Pubblicato su L’Arborense n. 34 dell’11 ottobre


