Domenica delle Palme. L’approfondimento della Parola.

Entriamo con fede da veri discepoli nel cuore palpitante dell’Anno Liturgico.

5 aprile 2020.

La Domenica delle Palme presenta il Vangelo secondo Matteo con questi riferimenti: Mt 26,14- 27,66 (consulta il brano evangelico e tutta la Liturgia della Parola di questa domenica).


Approfondimento al brano evangelico.

La domenica delle Palme è la porta di ingresso che ci introduce in un ambiente austero e solenne, carico di segni e ricco di tesori: la Settimana santa, cuore dell’annoliturgico. La Pasqua del Signore per noi diviene contemporanea, rivive ora davanti ai nostri occhi.

Nella passione di Gesù infatti è presente tutto il nostro vissuto: le tenebre di allora sono anche le tenebre di oggi. Contempliamo queste scene sapendoci presenti, implicati personalmente.

Con la sua lunga narrazione, l’evangelista Matteo propone ai lettori di entrare nel racconto da discepoli che accompagnano il Maestro nel cammino verso il Calvario. Ma come farlo? Tramite i personaggi presenti!

C’è l’ambigua folla di Gerusalemme: oggi acclama ed esalta, ma all’indomani bestemmia e bastona. Fa paura perché cambia troppo facilmente il proprio atteggiamento: prima canta “Osanna!” e poi grida “Crocifiggilo!”. Quante volte anch’io, come la folla, sono passato dall’accoglienza gioiosa di Gesù alla sua esclusione dalla mia vita?

C’è Giuda: un deciso al male, perché l’orgoglio è il cancro dell’anima, la radice di ogni violenza. Egli è ormai stanco di Gesù, attende con ansia il compimento immediato della sua predicazione. Quante volte desidero un Dio più diretto, più immediato e forse più aggressivo?

C’è Pietro: un timoroso, perché ancora troppo debole e di conseguenza facile al tradimento e alla fuga. Fuggo davanti alle difficoltà della mia vita di fede?

Ci sono i sacerdoti: conoscono la totalità della Bibbia, senza coglierne la dolcezza dello Spirito. L’incontro con Gesù fa vacillare le loro fragili certezze: si sentono minacciati dalla novità della sua presenza. Quante volte mi sento così fragile davanti a Gesù che mi chiede di convertire il mio modo di vedere le cose?

C’è Pilato: un indeciso, e chi è vuoto di ideali, facilmente può condannare perché ascolta il grido del più forte: ieri come oggi! Quante volte non ho avuto il coraggio di scegliere e mi sono pentito di aver dato ascolto alla voce del più forte?

C’è Barabba, che significa “figlio del padre”: un vero e proprio criminale. Ma se ci pensiamo, ciascuno di noi è Barabba: tutti noi meritavamo di morire, ma Gesù prende il nostro posto e ci salva.

C’è il Cireneo: un uomo forte, capitato al momento sbagliato nel posto sbagliato. E s equella croce fosse finita sulle mie spalle, come avrei reagito?

C’è il centurione: un soldato dall’occhio attento. Ai piedi della croce contempla il dramma della passione nel volto sofferente di Gesù e riconosce che egli è veramente il Figlio di Dio.

C’è Maria: una madre fedele. È nello scenario della passione che
Maria rivela tutta la sua grandezza di fede.

La storia di Gesù è anche la mia storia: chi sono io nella passione del Signore? Qual’è il personaggio nel quale mi ritrovo?

Un buon impegno per iniziare bene questa settimana santa: imitiamo il comportamento di Maria, facciamoci umili e con lei seguiamo il Signore nella strada della croce, la strada della vittoria di Dio e della nostra vittoria con Lui.

Commento a cura di Antonello Angioni, studente VI anno di teologia. Articolo pubblicato su L’Arborense del 5 aprile 2020.


Guida alla preghiera

  • Le palme sono segno di regalità, i ramoscelli d’ulivo richiamano la sofferenza e il dolore di Gesù. Preghiamo affinché insieme alla gioia per il vero Re, riusciamo ad accompagnarti nell’umiliazione della sofferenza e della morte.
  • Quante volte nella nostra esistenza ci siamo trovati a guardare il Signore da lontano anziché seguirlo sulla via della croce. Insegnaci, Gesù, a credere nel disegno del Padre, capolavoro d’amore per ciascuno di noi.
  • La regalità di Gesù si esprime come servizio concreto, apertura e amore verso soprattutto chi soffre. Donaci, Signore, la capacità di diventare strumenti nelle tue mani per portare consolazione, forza nella sofferenza e nella prova verso coloro che soffrono a causa della pandemia.

A cura di Sabina Melis. Preghiere pubblicate su L’Arborense del 5 aprile 2020